LA TRAGEDIA DI ALFREDINO RAMPI, PER NON DIMENTICARE (IL VIDEO)

In quell’anno, nel 1981, io ero solo una bambina di 11 anni, ricordo però quella tragedia perfettamente, non perchè l’abbia seguita da spettatrice attaccata alla tv come milioni di persone in quei giorni, compresa la mia famiglia, ma perchè ha scioccato l’Italia intera, e non solo, ne sentii parlare ai miei genitori e non potetti rinamanere indifferente a quella terribile disgrazia. Oggi, a distanza di decenni, mi è capitato di ritrovare la storia del piccolo Alfredino in giro sul web, raccontata in tante testate giornalistiche, la cosa che mi ha colpito di più però, è stato riviverla nell’interessante trasmissione di Gianni Minoli, trasmessa anni fa su rai 3, nel famoso programma “La storia siamo noi”, sono rimasta letteralmente scioccata, amareggiata e mi sono commossa parecchio, rivedendo tutto quello che successe in quei giorni tremendi, le innumerevoli prove fatte da persone in divisa e da gente comune per cercare di tirar fuori il piccolo da quell’orribile pozzo, senza ahimè alla fine riuscirci in alcun modo. Ho pensato di proporre anche a voi la visione di questi video, la storia è divisa in più parti, alla fine dell’articolo troverete il link per il primo video, al quale man mano seguiranno gli altri, se avete voglia, rileggete la storia terribile accaduta tanti anni fa al piccolo bambino e la tragedia che colpì quella povera famiglia, per non dimenticare.

La terribile tragedia di un bambino caduto in un pozzo per puro caso diventò uno spettacolo, milioni di telespettatori italiani incollati alla televisione, più di una finale dei mondiali, dell’elezione di un pontefice o dello sbarco sulla luna. Chi non si ricorda di Alfredino Rampi?

Tutto ebbe inizio alle 19.00 del 10 Giugno 1981 di mercoledì, a Frascati, Vermicino, due passi da Roma.

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Un bambino che per uno scherzo del destino precipita in un pozzo e da inizio ad un nuovo modo di fare comunicazione in Italia. Voleva andare a casa da solo il piccolo Alfredino, ha 6 anni, è minuto, ne dimostra meno, la sua storia è riportata in un libro, un capolavoro scritto da Roberto Alajmo e Lidia Ravera “Guida a 49 martiri della storia d’Italia”.

Alle 19.00 della sera il piccolo inizia ad incamminarsi verso casa, sta per diventare sera ma a Giugno c’è luce fino a tardi. E’ piccolo, leggero a tal punto che i suoi piedini non lasciano nemmeno orme quando cammina sulla terra, sono le 20.00 quando  il papà, Ferdinando Rampi, ritorna a casa convinto di trovare il piccolo e cenare insieme.

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Alfredino invece non è a casa, non è tornato, il padre chiede notizie alla moglie, da lì inizia il dramma, all’inizio c’è poco interesse, le ricerche si fanno in modo privato, prima con i vicini e dopo la polizia. Arriva la notte quando un brigadiere sente un leggero grido arrivare dal profondo della terra.


E’ Alfredino, finito chissà come e perchè in un buco scavato senza criterio con un punto d’accesso largo appena 30 cm. Impossibile mantenere alfredino_03_672-458_resizela calma, respirare è difficile anche per un bambino sano, come se non bastasse Alfredino è malato, è cardiopatico, il suo cuore ha fatto sempre i capricci.

La tragedia si diffonde e diventa notizia, viaggia di bocca in bocca, ne parlano i telegiornali, la radio, diventa importantissimo salvare il piccolo caduto dentro il pozzo. Le ore passano, si fa di nuovo giorno, poi di nuovo pomeriggio, poi sera, si calano nel pozzo uomini magrissimi, si fanno avanti paninari, acrobati, volontari, mitomani, arriva anche un ragazzo sardo di soli 40 kg si fa legare per i piedi e si fa calare nel pozzo, invece di aiutare peggiora la situazione, il bambino non riesce ad afferrarlo e per una volta che ce la fa il braccio magrissimo del piccolo gli scivola tra le mani perchè ricoperto di fango, come se non bastasse il bambino si sloga anche il polso.

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Ogni ora che passa Alfredino scivola sempre di più nel fango, arriva la Rai riprende tutto, si mette in onda anche un’edizione speciale, un telegiornale che dura per ore, arriva anche il Presidente Pertini, si prega, si spettegola, c’è la voglia insana di toccare con mano l’angoscia, di sentirla, viverla e vederla.

E’ durata 60 ore lunghissime l’agonia del piccolo Alfredino, il Tg1 ha seguito senza sosta la diretta per più di venti ore e il Paese intero nella notte tra il 12 e il 13 Giugno del 1981 non ha dormito.

Il 12 Giugno 1981 due fratellini siciliani di 9 e 6 anni sono annegati in un pozzo, nessuno l’ha saputo, lo hanno fatto nel totale disinteresse, la televisione ha le sue regole, uno show alla volta, un bambino già bastava.

Il piccolo Alfredino è morto in un modo assurdo a soli 6 anni, diventò un martire del bisogno malato di condividere fino all’inverosimile sentimenti brutti o belli che siano.

E’ iniziato con lui, dal punto di vista mediatico la fine del 900, con la superficialità incredibile con cui è stata trattata la storia.

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