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Settembre 24, 2021

Alessandro Giordano

Curiosità: sai perché i gatti hanno i baffi?

Esistono molti animali dotati di baffi: foche, roditori, cani, ma soprattutto i felini e, tra questi, anche i gatti. Lo scopo, ovviamente, non è quello di abbellire i loro volti ma è ben più specifico.

Innanzitutto la parola baffi non è corretta: il loro vero nome è vibrisse e deriva dal latino vibrare. Si tratta, infatti, di organi tattili formati da lunghi steli appuntiti.

La funzione dei baffi sui gatti

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Ogni baffo è un organo di senso e la sua estremità è detta propriocettore: la sua funzione consiste nel percepire le vibrazioni intorno al felino, trasmettendo messaggi al cervello, tramite i nervi del follicolo pilifero.

Il gatto, dunque, è in grado, grazie ai baffi, di distinguere dimensioni, forme e distanza dei soggetti che si avvicinano a lui.

Questa caratteristica permette ai felini di muoversi con estrema agilità e sicurezza in ambienti sconosciuti, senza dover toccare o vedere gli oggetti.

Le vibrisse rivelano anche l’umore del proprio gatto: se, per esempio, sono rigide o rivolte all’indietro potrebbe sentirsi minacciato o turbato; se hanno un aspetto normale e rilassato, il gatto è tranquillo.

I gatti hanno 24 baffi, 12 per ogni lato: senza di essi rischiano di non stare bene perché si sentirebbero confusi.

I baffi possono anche cadere o danneggiarsi: per questo motivo, è normale che ricrescano. Se però il tuo gatto dovesse perderli spesso, ciò potrebbe significare che ha un’allergia, un’infezione o che è stressato: in questi casi è meglio rivolgersi al veterinario.

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