I vicini di casa non l’avevano mai vista pulire casa, quando muore a 101 anni entrano e rimangono sbalorditi

Nel dicembre 2016, Frances Gabe, una donna americana di 101 anni, è morta. Ma i suoi vicini di Newberg, in Oregon, non sapevano se fosse un genio incompreso o una pazza. Per capire bene il nocciolo della faccenda va precisato che Frances non ha pulito la sua casa per ben 20 anni: com’è stato possibile? Questa è sempre stata la domanda che i suoi vicini di casa si sono posti in questi anni, soprattutto perché la sua abitazione è sempre stata splendente. La risposta è presto detta: la casa di Frances era autopulente. Frances Gabe ha depositato il suo brevetto comprendente altri 68 brevetti interni, spendendo 15mila dollari. In seguito ha cominciato a costruire i suoi marchingegni, investendo complessivamente 50mila dollari per concretizzare la sua idea. Ovviamente, oltre al denaro speso ha dovuto impiegare tantissimo tempo e fatica, ma il risultato è stato ottimo. Tra i brevetti depositati figurano: un armadio che lava e asciuga i piatti sporchi; una vasca da bagno e un water autopulenti; un’ingegnosa lavatrice che lava e asciuga autonomamente i vestiti sugli appendiabiti che, una volta sistemati, scorrono verso il guardaroba più vicino.   

Queste pulizie tecnologiche venivano effettuate due volte l’anno. Inoltre nella casa della signora statunitense non c’era affatto bisogno di pulire manualmente, poiché c’erano degli irrigatori sul soffitto e sui pavimenti, in grado di far risplendere l’appartamento in maniera del tutto automatizzata. Alla fine degli anni Novanta Gabe era un’inventrice conosciuta di cui parlavano riviste e giornali e che veniva invitata ai talk-show americani; compare anche nel libro Fugitives & Refugees (2003) di Chuck Palahniuk, dedicato a personaggi curiosi e strampalati dell’Oregon. Gabe, scrive il New York Times, è stata ”un’americana davvero originale, contemporaneamente una sognatrice donchisciottesca e una visionaria di successo”. La casa di Gabe era una sorta di grande lavatrice o auto-lavaggio: una villetta di blocchi di calcestruzzo di circa 90 metri quadrati, con tutte le stanze munite di un irrigatore sul soffitto e pavimenti inclinati per il deflusso (con tutta una serie di marchingegni che proteggevano libri, ninnoli, lenzuola, tende e fotografie).  (Continua a leggere dopo le foto)


Ogni idrante si attivava premendo un bottone che spruzzava acqua saponata su mobili, finestre e pareti; poi usciva l’acqua del risciacquo e per ultimi getti d’aria calda che asciugavano tutto. Lo sporco e l’acqua in eccesso defluivano dai pavimenti in un canale diretto al canile, dove venivano lavati in un sol colpo anche i suoi cani (degli alani). L’operazione completa durava meno di un’ora e lasciava la stanza perfettamente pulita. Per Gabe la sua invenzione aveva anche una portata sociale e avrebbe liberato le donne dalle pulizie, che all’epoca erano una faccenda quasi esclusivamente femminile: ”Potete parlare quanto volete della liberazione delle donne ma le case sono ancora progettate in modo che le donne debbano passarci metà del tempo in ginocchio o infilando la testa in un buco” disse al Baltimore Sun nel 1981. E ancora: ”Il problema è che le case sono progettate dagli uomini. Ci mettono troppo spazio e poi sei tu a dovertene occupare”.

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fonte: http://video.caffeinamagazine.it/in-oltre-20-anni-i-suoi-vicini-non-lavevano-mai-vista-pulire-casa-ma-quando-lei-muore-a-101-anni-loro-entrano-e-non-possono-che-restare-a-bocca-aperta/