Vaccino contro il papilloma virus: i pro e i contro

Sono in tanti i genitori che accettano perchè viene detto loro che la vaccinazione è sicura ed efficace e protegge dal rischio di tumore del collo dell’utero.

La realtà è un pò diversa perchè non la fa conoscere nessuno, per legge invece si dovrebbe essere ben informati, si limitano a presentare solo la parte positiva dimenticando le incognite, dubbi, reazioni avverse di questo vaccino che lascia la Comunità scientifica alquanto scettica e con più domande che risposte.

 

Di sicuro c’è solo che non vi è alcuna dimostrazione che questo vaccino sia davvero efficace nelle donne, sono solo supposizioni quelle che parlando di reale capacità di proteggere la donna contro il rischio di tumore all’utero, inoltre ancora più incerto è il dato sulle dodicenni perchè l’efficacia è stata testata su un ridotto numero di studi fatti su donne adulte.

Tanto per iniziare un vaccino simile non dovrebbe essere commercializzato almeno fino a che non saranno disponibili dati concreti sui reali rischi/ benefici e in questo caso non prima di altri 15 anni. I farmacologi assistono al totale cambiamento delle regole che hanno da sempre regolamentato la commercializzazione di farmaci tipo questo.


Le regole non si rispettano perchè sono state soppiantate da leggi economiche che tutelano le grandi lobby farmaceutiche. La medicina non appare come una missione ma come un lavoro come tutti gli altri dove l’unico obiettivo non è il bene dell’altro ma il guadagno personale.

Quando viene proposto qualcosa di nuovo la prima cosa che si dovrebbe fare è prendere tempo, informarci bene leggendo articoli e/o consultando siti internet indipendenti da interessi di parte. In questo modo si verrebbero a scoprire gli aspetti negatiti e ignorati di questo vaccino.

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La verità scientifica al giorno d’oggi sul vaccino anti-papilloma virus sono:

  1. Il Papillomavirus è un virus molto comune, umano, che si ritrova nei genitali femminili, si può trasmettere dalla madre al neonato al momento del parto.
  2. L’infezione da HPV è facile se ci sono tanti rapporti sessuali con partner diversi è altrettanto facile se la donna ha altre malattie trasmesse sempre tramite rapporti, assume contraccettivi o fuma.
  3. L’infezione da HPV è asintomatica o a volte può produrre condilomi genitali o verruche cutanee, solitamente è più facile che si sviluppi uno stadio tumorale benigno, raramente vi è un’evoluzione verso un tumore maligno.
  4. Ci sono circa 1200 tipi diversi di questo virus, solo 12 sono particolarmente cancerogeni, ma la cancerogenicità si manifesta in condizioni particolari e se il sistema immunitario è depresso e incapace di svolgere le normali funzioni difensive.
  5. Un’infezione da HPV può regredire spontaneamente nel 90% dei casi entro 3 anni dalla sua diagnosi, nel 9% dei casi invece rimane per tutta la vita nel soggetto che lo ospita senza causare alcun disturbo o problema.
  6. Nell’1% dei casi ci può essere la progressione dell’infezione. Raramente però si evolve in lesioni cancerose e in questi casi lo fa dopo un periodo di 20/50anni di latenza.
  7. Nei paesi poveri del terzo mondo il tumore all’utero è più frequente per la minor igiene, il sistema immunitario più debole a causa di una cattiva alimentazione e assenza di controlli ginecologici, infatti nei paesi industrializzati è in graduale diminuizione, basta fare un pap-test dopo i 30 anni ogni 3/4 anni questo tumore sarebbe completamente debellato, verrebbe diagnosticato per tempo e potrebbe essere facilmente eliminato con un piccolo intervento ambulatoriale indolore se venisse identificato allo stadio iniziale.

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Fonti: http://www.informasalus.it/it/articoli/sos-genitori-papilloma.php