Il figlio preferito, esiste davvero? Il tabù del figlio prediletto: la mia storia

Cosa c’è di meglio del racconto di una mamma per capire se veramente esiste il figlio preferito?

Chi ha più di un figlio lo sa, a volte capita di trovarsi più in sintonia con quello che ci somiglia di più, che ha il nostro carattere e con quello con cui ci si trova meglio, a volte capita il contrario, ci sembra di andare più d’accordo con l’altro perchè ha fatto qualcosa che ci ha reso orgogliose o ha dei modi di fare che ci piacciono, se devo parlare del mio caso personale: ho due figli, un ragazzo di 20 anni e una ragazza di 16, mio figlio è quello tra i due che mi somiglia di più sia per carattere che fisicamente, però come me ha i miei stessi difetti ed è, ovviamente, la parte che tollero meno.

La femmina somiglia più alla famiglia del padre oltre che fisicamente anche caratterialmente, è un pò meno sensibile di me (almeno apparentemente) e da una parte mi fa piacere perchè so esserlo fa soffrire molto nella vita, è più forte e non è debole quanto me, ma al di sopra di tutto c’è una storia che l’ha legata a me per sempre in modo particolare fin da quando era nella mia pancia.

Una storia che mi ha segnato particolarmente e che ho raccontato in un lungo, commovente articolo che potete trovare qui:

INCINTA DI 8 MESI DISSE IL MEDICO: “SI AUGURI CHE SUA FIGLIA NASCA MORTA”

questa la mia storia.

In generale si sa ci sono picchi d’amore per il primogenito/a quando in lui/lei ci si rispecchia terribilmente, quando è simile a noi in certi atteggiamenti, nelle espressioni che fa, nelle risposte che dà, nello starsene un pò per i fatti suoi per non volere troppa confusione accanto a sè.

E’ più saggio/a di noi e più accomodante, ha un gran talento a condividere le sue cose.

Certe volte invece è il secondogenito, magari ci piacciono di più i tratti del suo viso, ha un carattere più aperto e socievole, è simpatico e aperto, ha sempre la battuta pronta e ci fa sempre sorridere per quanto a volte è buffo.

C’è differenza per una mamma ad avere un figlio o una figlia, il figlio è la parte maschile di te, l’uomo che ami e che amerai per tutta la vita, quello che avrà bisogno di te per sempre, la figlia invece è la parte che al contrario di te, ancora ha una vita davanti da giocarsi e magari, si spera, andrà meglio della tua.

In lei ci si ritrova, ci si rivede da bambine e si rivive un’altra infanzia, un’altra adolescenza, un’altra vita.


Poi ci sono giorni in cui uno dei due in particolare ti sta sulle scatole per quanto è petulante, poco socievole, con quegli amici che non sono tassativamente i suoi o le sue 2 o 3 amiche del cuore. Perchè impiega a un’ora a mangiare un pò di pasta masticando con una lentezza snervante.

 

 

Si ha o no la predilezione per un figlio piuttosto che per l’altro? Una cosa è certa, sì a volte, non è però qualcosa di definitivo, va a giorni e va a periodi.

I figli sono uguali d’altronde si sa, si amano allo stesso modo e si darebbe la vita per l’uno come per l’altro, non ci si deve sentire in colpa se a volte ci sentiamo più in linea con uno o con l’altro, dipende da tante cose, da come va la vita, da come si comportano loro e da come ci sentiamo noi.

L’amore per i figli è una delle poche certezze che si hanno nella vita: d’altronde se mi avessero chiesto come avrei voluto che fossero i miei figli avrei descritto i miei, Alessandro e Federica, proprio così come sono, anche con il loro, a volte, essere insopportabili insieme o a giorni alterni.

Sulla bilancia delle coccole a volte pende a favore di uno a volte a favore dell’altro, non dipende dalla predilezione per un figlio in particolare ma da come va la giornata, da chi ti ha dato maggiori soddisfazioni, dal proprio stato d’animo, da come va la vita, una cosa è sicura: l’amore per loro non finirà mai.

La sera però quando si spengono le luci si ripristina l’equilibrio, si ridistribuiscono baci e abbracci e si fa pace… con il mondo.