Incinta di 8 mesi disse il medico: “si auguri che sua figlia nasca morta” – vi racconto la mia storia

Care amiche oggi voglio raccontarvi la mia storia, il periodo più doloroso (fino ad ora) a parte la scomparsa di mia madre, della mia vita, leggete la storia e capirete perchè….  dedicata a mia figlia

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A distanza di 12 anni ho deciso attraverso il mio blog di raccontare quello che è successo anni fa, non so se servirà a qualcuno, per quanto mi riguarda servirà a me per raccontare il caso strano che mi è successo e anche un pò per denunciare (forse) un caso di malasanità.

Ogni volta che ripercorro quel periodo con la mente viene tutto a galla, cicatrici che credevo ormai chiuse per sempre si riaprono ed è come se vivessi di nuovo sulla mia pelle quel bruttissimo periodo.

Tutto ebbe inizio nel 2000, a luglio, quando mi resi conto di essere incinta per la seconda volta, avevo già un maschietto di 3 anni, avevo sempre desiderato un altro figlio perchè l’idea dei figli unici non mi è mai piaciuta, avrei voluto avere tanti figli in realtà, mi piacciono le famiglie numerose… ma quella è un’altra storia..

Feci una settimana prima della data prevista delle mestruazioni il test perchè ero sicura di essere già incinta, non so come mai, ma solitamente noi abbiamo un sesto senso che non sbaglia mai… il test risultò negativo con mio grande stupore, ma sapevo che mentiva :D, così la settimana dopo mi recai in ospedale per fare le analisi in maniera più approfondita e dopo uno o due giorni l’esito positivo.. ero incinta, non mi ero sbagliata!

Non sto qui a raccontare la gioia, molti di voi capiranno bene cosa intendo, fu così che iniziò a luglio del 2000 la mia gravidanza, nei primi mesi qualcosa ahimè andò storto perchè solo al secondo mese ebbi una forte infezione alle vie urinarie che rese necessario l’uso di antibiotici sotto forma di iniezioni, io che cerco di evitare di prendere farmaci in condizioni normali figuriamoci in gravidanza! Non fu per niente facile accettare la cura ma era obbligatorio farla soprattutto per proteggere il feto da eventuali rischi, dopo la cura tutto proseguì normalmente.

Ero in cura presso un ospedale, uno tra i più conosciuti di Palermo, al quinto mese non contenta delle ecografie fatte in fretta e furia senza nessuna spiegazione in ospedale, con mio marito decisi di fare quella del 5 mese in uno studio privato, fu in quella occasione che conobbi il sesso del bambino, il dottore mi confermò che al 99% si trattava di una femmina, per me che avevo già un maschietto fu una gioia immensa, quello che desideravo. Tutto continuò perfettamente fino ad un pomeriggio di Gennaio del 2001 quando mi recai al settimo mese di gravidanza, in ospedale per un’ecografia di routine, quella che faceva vedere in che posizione stava messa la piccola.

Mi distesi sul lettino come al solito e il medico cominciò la visita, questa ecografia, al contrario delle altre veloci fatte in pochi minuti, sembrava non finire mai, iniziai a preoccuparmi e guardavo fisso negli occhi il dottore cercando di capire qualcosa, non facevo altro che chiedergli se c’era qualcosa che non andava ma non ricevevo alcuna risposta alle mie domande, vedevo solo un’espressione perplessa sul suo viso e foto che continuava a stampare senza sosta… sembrava addirittura quasi infastidito dalle mie continue domande..

Dopo una mezz’oretta passata tra domande, foto stampate e visi perplessi, si alza dicendomi che ha finito e va a sedersi alla sua scrivania, io in fretta e furia mi sistemo, mi avvicino velocemente e vedo che prende tra le mani un libro che parlava di malattie genetiche e malformazioni, se prima ero preoccupata ora ero addirittura terrorizzata, mi sentii male, non so chi mi diede la forza in quel momento per rimanere in piedi e continuare a porre le mie domande.. “dottore, che problema c’è?” “la bambina non sta bene?” “è malata?” l’unica sua risposta fu: “Signora, non si può affermare ancora con certezza, c’è un piccolo problema al cervello, ma solitamente sono cose che si risolvono prima della nascita, ci vediamo fra due mesi, prima del parto per un’altra ecografia”.

Mi consegnò infine il responso con le foto dell’ecografia e una scritta tra le note diceva “sindrome di Dandy Walker”, non capivo cosa fosse, una malattia, sicuro, ma cosa significava? Che problemi portava? Di sicuro avevo capito che qualcosa di terribile era toccato alla mia bambina.

Tornai a casa e ricordo perfettamente che passai tutta la sera a piangere sul letto, chiamai mio marito al lavoro che cercò di tranquillizzarmi dicendo che ci saremmo recati di nuovo dal medico privato per altre ecografie e controlli più dettagliati, forse si sbagliavano in ospedale. Fortunatamente in quel periodo non avevamo internet a casa altrimenti mi sarei precipitata a leggere il significato di quella parola “sindrome di Dandy Walker” e sarei rimasta scioccata.

Mio marito invece allo studio aveva il pc, aveva internet, e trovò il significato di quella malattia e tutte le sue conseguenze, si limitò a dirmi “speriamo sia Down”.

Così a fine Gennaio 2001 dopo aver preso appuntamento con il dottore privato ci recammo allo studio, dopo vari controlli lui ci disse che effettivamente c’era del liquido al cervello ma era sicuro che prima della nascita si sarebbe assorbito senza riportare alcuna conseguenza.

Prenotò un ulteriore visita per il 14 Febbraio, quello fu (fino ad oggi) il giorno più brutto della mia vita, la perdita della madre per quanto doloroso è un evento naturale, la perdita di una figlia che ancora deve nascere e che all’ottavo mese senti muovere dentro di te, di naturale ha davvero poco.

Dopo pranzo così il 14 Febbraio mi recai dal medico privato, con mio marito e mio figlio di 4 anni, solito controllo, solita ecografia, eco color doppler o come diavolo si chiama, alla fine della visita il medico ci fa accomodare nel suo studio per emettere la sua “sentenza” che oserei definire “condanna” disse: “fossi in voi mi augurerei che la bambina nascesse morta, c’è la presenza di liquido nel cervello, non è diminuita nè tantomeno assorbita, anzi, è aumentata, un’apoplasia del verme cerebellare e molto probabilmente la bambina nascerà con dei seri problemi, sorda, cieca, muta, anzi, questi sarebbero le conseguenze minori, secondo me o nasce morta o vivrà come un vegetale. Non vi dico come stavo io in quel momento, se mi avessero dato una pugnalata al cuore mi avrebbe fatto meno male, avrei di sicuro sentito meno dolore, in quel momento avrei voluto solo sprofondare, mio marito chiese perfino se potevo abortire ma ovviamente all’ottavo mese non era possibile.

All’uscita dal medico ero distrutta psicologicamente e moralmente, desideravo che in quel momento un camion mi venisse addosso, che si aprisse una voragine sotto ai miei piedi, dissi a mio marito che avrebbe dovuto accompagnarmi a casa con mio figlio prima di andare al lavoro di lasciarmi dai miei genitori perchè se restavo da sola a casa non so cosa sarebbe potuto accadere..

Ricordo benissimo come se fosse oggi il dolore e il pianto dei miei genitori, mi sentivo perfino in colpa perchè stavano soffrendo a causa mia, avrei voluto nascondergli una pena simile, ma prima o poi la verità sarebbe venuta fuori e non avrei potuto fare niente per tenerli lontani dalla sofferenza e anche solo guardandomi in viso sicuramente se ne sarebbero accorti.

I rimanenti giorni passarono tra preghiere e pianti, distesa sul letto non osavo toccarmi la pancia per non sentire i movimenti della bambina quasi come se così facendo non mi sarei affezionata a lei, non l’avrei amata e quindi non avrei poi sofferto.

In quei giorni pregavo tanto la Madonna di Lourdes, il Signore, Padre Pio, non sapevo più a che Santo votarmi, chiedevo a Gesù di prendere mia figlia, se era condannata a soffrire di prenderla con sè e di fare di lei un angelo del suo Paradiso, avrei sofferto sì, ma guardando impotente soffrire lei sarei stata peggio..

Dopo il responso del medico privato tornammo all’ospedale che mi aveva in cura (ricordo il mio compleanno nel 2001, il 16 febbraio e quello di mio figlio, il 21 febbraio, come i più brutti della nostra vita) festeggiati in 3 con una piccola torta e un misero sorriso tanto per far contento il piccolo che non si rendeva conto di quello che stava accadendo in famiglia.

Mi recai in ospedale fine Febbraio, il giorno appunto del compleanno di mio figlio, e parlammo con un neurologo, dopo aver guardato bene le ecografie ci disse che l’unica cosa da fare e da provare per il bene della bambina era provare un’operazione al cervello, farla nascere i primi di Marzo con un parto cesareo e operarla subito inserendo un tubicino di drenaggio nel cervello cercando di far uscire fuori l’acqua in più che aveva dentro.


Tornammo dal medico privato che vedere cosa ne pensava lui e ci confermò che la bambina doveva assolutamente nascere prima e non si poteva rischiare un parto spontaneo perchè la pressione sulla testa al momento della nascita poteva peggiorare la situazione.

Ancora più scoraggiata di prima non sapendo più a chi rivolgerci e soprattutto pensando sempre dentro di me che forse tutti questi medici non sapevano che pesci prendere e si sbagliavano (ma era solo una mia sensazione) chiesi al Signore di aprirci uno spiraglio di darmi un pò di pace, fu così che l’indomani mattina mio marito mi suggerì di chiamare la pediatra, la dottoressa che aveva in cura mio figlio e che avrebbe dovuto curare anche la piccola una volta nata.

Mi sembrò subito una buona idea, lei consceva tanti medici, aveva a che fare con tanti neonati, una telefonata in fondo non costa nulla e così la chiamai, le raccontai in poche parole la storia, la dottoressa mi rassicurò e mi disse di parlare con un altro medico che conosceva lei, il neonatologo  primario dell’Ospedale Cervello di Palermo, “Signora” disse la pediatra “se c’è qualcosa da fare (e se davvero è da fare) che lo faccia almeno una persona preparata.”

Il primo Marzo ci recammo da lui, non sapevo realmente a cosa sarebbe servito.. mi sembrava l’ennesima condanna a morte, ma volevo sperare, convinta che era il Signore che ci aveva condotto fino a lui,  il dottore dell’ospedale Cervello invece ci stupì, per la prima volta una notizia positiva, ci disse che erano nati parecchi bambini nelle condizioni uguali a quelli di nostra figlia, il 50% di loro non presentava alcun problema, mentre il restante 50% aveva problemi di udito, di vista ecc. insomma, lui pensava che c’era una possibilità che nostra figlia nascesse sana, l’unica cosa sicura era che avrebbe tardato a camminare a causa dell’apoplasia del verme cerebellare che da in noi l’equilibrio ed essere soggetta a convulsioni in caso di febbre alta.

Mi congedò dicendomi “appena ha le doglie ci vediamo” …. le doglie?? Pensai io, ma la bambina doveva nascere prima e con parto cesareo!! Mi rispose che non c’era alcun bisogno che nascesse prima del dovuto e con parto cesareo specialmente se il primo figlio era nato facilmente in modo naturale senza problemi.

Inutile raccontare che in confronto a quello che avevo sentito dire prima mi sembrava di sognare, ma pensai e convinsi che le parole che il dottore aveva pronunciato in quel momento era come se fosse stato Dio stesso a dirle, mentre lui parlava (sembrerà una cosa ridicola) ricordo il raggio di sole alle sue spalle e il suo viso in penombra, anche quello mi sembrò un segno positivo.

Raccontammo tutto ai parenti, inutile dire che erano scettici, perchè credere a lui?? Perchè non credere invece a tutti i medici con i quali avevamo parlato tante volte? Non so perchè ma io sentivo una voce dentro di me che mi diceva di fidarmi di lui, ero sicura che era lui il segno che aspettavo da tempo..

In quei giorni proprio quando le speranze sembravano riaccendersi (siamo già ai primi di Marzo) la mia vicina di casa, una signora molto devota alla Madonna, conoscendo tutta la mia storia e quello che stavo passando, mi suonò alla porta e mi regalò una meravigliosa immagine che tengo ancora conservata gelosamente, quello della Madonna di Fatima, mi disse porgendomi la foto “tua figlia nascerà il 25 Marzo” io ignorante, le chiesi perchè proprio quel giorno e non un altro, che aveva di speciale? Lei rispose che quel giorno si celebra l’Annunciazione alla Beata Vergine e visto che la mia bambina era protetta dalla Madonna sarebbe nata proprio quel giorno.

Per concludere e non annoiarvi con la storia, il giorno della nascita il 25 Marzo appunto, mi svegliai con delle piccole doglie, il pomeriggio dopo pranzo mi recai all’Ospedale Cervello e alle 19.10 di sera nacque mia figlia, era domenica, bella e sana come un fiore, quando me la posarono tra le braccia non vi dico l’emozione, chiesi subito se era sana e se stava bene, dissero che era sanissima e non presentava alcun problema, lei stava con la linguetta di fuori come per dire “prrrr a tutti i dottori che mi volevano male” non volevo però illudermi e dentro di me cercavo comunque di trattenere la gioia.

Ricordo i commenti degli infermieri in ospedale perchè si stupirono del fatto che al momento del parto ci fossero tutti parenti fuori nel corridoio dell’ospedale che chiedevano “la bambina è sana?” “ha malformazioni?” raccontai in due parole quello che avevamo passato in quei mesi, non immaginavano quello che avevamo passato e cosa ci fosse dietro quelle strane domande..

Il giorno dopo mia madre accompagnò la piccola al reparto neonatologia per l’ecografia alla testa, al cervello, io pregavo e piangevo nel mio lettino, mia madre, donna molto sensibile, non riesco ad immaginare dove trovò la forza in quel momento per accompagnare la sua nipotina alla visita.

Le vidi tornare insieme dopo una mezz’oretta che per me furono ore lunghissime, con il sorriso stampato sul volto di mia madre e gli occhi lucidi, “la bambina sta benissimo, non ha niente”..

Raccontare l’emozione di quel momento non è possibile si può solo immaginare, piangevano anche le donne e i parenti che stavano in camera con me, future e neo mamme, suocere, nonne, sorelle…

Tutto andò per il meglio da quel momento in poi anche se io vivevo con l’ansia giorno per giorno perchè guardavo crescere mia figlia cercando di notare ogni piccolo difetto, cercando di capire se mi vedeva, se mi sentiva, se reagiva agli stimoli, se fosse davvero sana e le guardavo muovere la fontanella perchè mi dicevano che era importante che il liquido non aumentasse, doveva diminuire o rimanere uguale. A 6 mesi fece l’ultima ecografia possibile al cervello, perchè dopo si saldano le ossa del cranio e non è più possibile vedere nulla se non con metodi invasivi, sicuramente non adatti ad una piccola bimba. Il dottore mi confermò che tutto procedeva per il meglio anche se per me ogni visita era come una tortura…

Alla fine delle visite mi dissero che mia figlia sarebbe stata una bambina normale come tutte le altre. Iniziò a camminare a soli 12 mesi in barba anche alle previsioni del medico, anche prima del fratellino che iniziò a fare i primi passi solo dopo i 14 mesi, anche con febbre alta non fu mai soggetta a convulsioni.

Dopo un anno e mezzo dalla sua nascita io invece iniziai a soffrire di depressione, crisi di panico e ansia, dovetti prendere antidepressivi per più di un anno come Xanax e altro.

Una brutta vicenda ma a lieto fine, non so se sia stata una grazia, un miracolo, un errore dei medici, ho voluto raccontare la storia per dire a tante donne che si trovano o si troveranno (spero mai) nella stessa situazione o simile di non fermarvi solamente ad un solo parere medico ma di consultarne diversi e valutare le varie diagnosi, se un medico si trovasse a leggere la mia storia, ricordatevi che davanti ad un paziente ci sono delle persone con anima e sentimenti, ci sono modi e modi di dire ad una madre o futura che sia, che il suo bambino avrà dei problemi, le parole possono uccidere e fare tanto ma tanto male..

Mia figlia oggi ha 12 anni, è una bellissima bambina è stata promossa e frequenterà a Settembre la terza media, a scuola non è bravissima ma è tanto furba e non sa nulla ovviamente, del periodo orribile che abbiamo vissuto prima della sua nascita, ringrazio il Signore che me l’ha donata anche se dopo 8 anni proprio il 25 Marzo 2009 si è portato per sempre mia madre, tragica fatalità o forse no, pregavo che non accadesse proprio quel giorno perchè mia madre stava in coma già da un pò dopo il terzo ictus ma invece alle 18 di quel 25 Marzo mia madre mi ha lasciata per sempre.

Mai avrebbe immaginato che il giorno più bello della sua vita sarebbe stato quello che l’avrebbe portata lontana da noi per sempre.

Il Signore 8 anni prima mi aveva dato  una gioia e dopo un dolore, la cosa che mi rattrista di più è che mia madre non potrà vedere crescere la sua adorata nipotina, spero la guardi dal cielo e che l’accompagni con la sua presenza per tutta la vita.

Grazie a chi ha letto la mia storia fino in fondo, mi scuso  per eventuali errori, l’ho scritta di getto, non ho riletto per non soffrire di nuovo, mi è bastata scriverla, spero comprenderete, mi auguro di non aver annoiato nessuno, ho semplicemente voluto rendere pubblico qualcosa che mi ha segnato profondamente…

Diffido qualsiasi persona alla copia, all’uso e alla pubblicazione di questo testo, è di mia proprietà, una parte della mia vita,  la persona che  farà proprio questo testo o lo pubblicherà in un altro sito sarà segnalata alla polizia postale. R. C.

 
Se anche voi avete una storia particolare da raccontare, di malasanità, violenza, famiglia, divorzio, figli, o altro potete scrivermi a angoloidee@yahoo.it, le storie più belle e significative saranno pubblicate nel nostro sito.

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