Gli anticoncezionali che erano a carico del SSN ora sono a pagamento: perchè non è giusto

A quanto pare dovremo dire addio alla pillola gratuita, la contraccezione è a carico delle donne, questo perchè la parte di Stato che promuove la campagna “Fertility Day” non paga la contraccezione.

Sarà una coincidenza ma in tanti sono stati a pensarlo perchè è da ben due mesi che le ultime pillole anticoncezionali che si trovavano in fascia A e, di conseguenza, a carico del servizio sanitario nazionale, sono state riclassificate in fascia C quindi a carico del cittadino.

Cosa significa questo? Che le donne che vogliono oggi fare uso di un contraccettivo orale dovranno pagarlo di tasca propria.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 27 luglio scorso l’elenco delle pillole passate in fascia C: Triminulet, Planum, Ginodem, Milvane, Etinilestradiolo e Gestodene Mylan Generics, Practil, Kipling, Gestodiol, Antela, Desogestrel Etinilestradiolo Aurobindo, Estmar, Minulet , Brilleve.


A passare in fascia C sono molecole che hanno un’efficacia limitata oppure farmaci efficaci di basso costo quindi  un peso facilmente scaricabile sui cittadini, ad esempio il paracetamolo che fa parte della fascia C pur essendo un farmaco molto efficace.

Molte donne scelgono già pillole in fascia C quindi non ci sarebbe alla fine questo grande cambiamento.

Quelle che fanno parte della fascia A sono pillole che non costano molto, all’incirca 3 o 5 euro a confezione, rappresentano un’opportunità per le fasce più deboli ovvero quelle che godono dell’esenzione del ticket, quindi persone che con tre o cinque euro ci fa un pò di spesa.


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