Verdure e Frutta Senza Nichel: Ecco Cosa Puoi Mangiare

Se hai l’allergia al nichel e vuoi scoprire la frutta e le verdure senza nichel, o meglio, a basso contenuto di questo metallo pesante, questa guida ti sarà di grande aiuto.

Il nichel è un elemento metallico ubiquitario che si trova nell’ambiente sotto varie forme; infatti, essendo presente in molte leghe metalliche (tra cui il diffusissimo acciaio), è reperibile nel terreno, come contaminante delle falde acquifere e disperso nelle particelle gassose dell’atmosfera.

Pertanto l’organismo umano può introdurlo mediante l’alimetazione, ingerendo cibi inquinati (e questa è la modalità più frequente) oppure può inalarlo attraverso la respirazione a causa della sue estrema volatilità.

In seguito all’elevata probabilità di contatto con l’organismo, questo microelemento rappresenta uno dei maggiori fattori predisponenti a forme allergiche di vario tipo, la cui incidenza è strettamente collegata alla quantità assorbita.

In caso di intossicazione, una delle precauzioni da adottare fin da subito è quella di agire a livello nutritivo, in quanto la percentuale presente nell’aria non è eliminabile.

Secondo le più recenti linee guida è consigliabile mangiare verdure senza nichel in quanto il composto si trova soprattutto in questi alimenti che lo assorbono direttamente dal loro terreno di crescita.

Ruolo biologico del nichel

Il nichel svolge una (non ben determinata) funzione biologica di controllo su numerosi processi metabolici e per questo motivo il suo ruolo è importante per garantire l’omeostasi funzionale.

Secondo alcune ricerche scientifiche non sono state evidenziate finora delle forme carenziali da nichel, probabilmente in quanto sono sufficienti tracce del metallo per lo svolgimento delle reazioni metaboliche.

In condizioni fisiologiche la sua concentrazione nel sangue, dove si localizza a livello della frazione serica, è di 2 microgrammi per litro.

Dopo essere stato utilizzato per diversi scopi, il metallo viene eliminato con la minzione, in quantità variabile tra 2 e 3 microgrammi al giorno.

Le funzioni biologiche del nichel sono riconducibili alle seguenti attività:

  • controllo sul metabolismo di alcuni ormoni, glucidi e lipidi
  • mantenimento dell’integrità strutturale della membrana cellulare
  • partecipazione alla sintesi di alcuni enzimi, come tripsina, carbossilasi e arginasi
  • stabilizzazione della funzione degli acidi nucleici.

A seconda dei valori quantitativi, questo microelemento può avere il ruolo di sostanza biologica oppure inquinante.

Nel primo caso non produce conseguenze negative sull’organismo, ma anzi partecipa al suo metabolismo.

Nel secondo caso invece può innescare fenomeni allergici.

Dove si trova il nichel?

Trattandosi di un elemento diffusissimo in natura e in molti oggetti di uso comune, il fattore discriminante che condiziona l’insorgenza di reazioni avverse nei suoi confronti è di tipo quantitativo poiché, oltre la soglia fisiologica di 2 microgrammi/litro, il metallo incomincia ad accumularsi nella frazione plasmatica del sangue provocando conseguenze nocive.

Alimenti contenenti nichel

L’elenco degli alimenti contenenti nichel è molto lungo e vario: oltre il 20% degli individui affetti da disturbi allergici viene contaminato appunto dall’assunzione di cibi infetti.

I più ricchi di questo metallo sono le verdure (pomodori, bietole, melanzane, ravanelli, zucchine, asparagi, broccoli, carote, fagiolini, tutti le insalate, spinaci e sedano), i legumi, la frutta secca, il cioccolato ed alcuni prodotti ittici.

Gli alimenti più incriminati sono gli ortaggi e pertanto, chi desidera seguire una dieta disintossicante, deve cercare di servirsi di verdure senza nichel, prodotte da coltivazioni biologiche, che garantiscano una provenienza da colture su terreni non contaminati.

Pentole e utensili da cucina

Le pentole e i tegami di acciaio inox, di teflon o di alluminio contengono tracce di nichel e dovrebbero venire sostituite con altri prodotti in vetroceramica oppure rivestiti di smalto.

Spesso anche le posate e soprattutto i coltelli presentano questo problema.

Oggetti di uso comune

Monete, cerniere a lampo, bottoni e ganci per indumenti, chiavi, manici di ombrelli, maniglie, aghi e forbici sono soltanto alcuni degli oggetti che possono contenere tracce di nichel e che quindi non dovrebbero essere manipolati da chi è allergico.

Gioielli

Orologi e monili vari, anche se risultano composti da metalli preziosi come argento e oro, in realtà hanno piccole percentuali di nichel che è presente spessissimo nella realizzazione di leghe per gioielli.

Cosmetici

Tutti i prodotti utilizzati per il make-up degli occhi, come ombretti, matite, eye-liner e mascara possono presentare minime quantità del metallo, anche se ultimamente molte case produttrici di cosmetici si sono orientate verso prodotti nichel-free.

Le tinture per capelli rimangono comunque gli articoli più rischiosi per l’elevata concentrazione del composto.

Tessuti

I tessuti (specialmente quelli sintetici) neri o blu spesso contengono tracce di nichel, che è un elemento fisso di tali colorazioni; è pertanto consigliabile, soprattutto per quanto riguarda la biancheria intima, servirsi di indumenti di puro cotone naturale.

Altre localizzazioni

Il nichel si trova nei fertilizzanti, nelle sigarette, in molti detergenti per la casa, nelle protesi dentarie e negli apparecchi odontoiatrici.

Allergia da nichel

L’allergia da nichel, un disturbo che colpisce più di cinque milioni di persone in Italia, si manifesta sotto varie forme, che sono:

  • disturbi dermatologici
  • disturbi da inalazione
  • carcinoma alle vie aeree.

Disturbi dermatologici

Non sempre facilmente diagnosticabile con certezza per la presenza di una sintomatologia comune a numerosi disturbi dermatologici, l’allergia al nichel si manifesta principalmente con una localizzazione a livello dell’apparato tegumentario.

Solitamente insorge una dermatite caratterizzata da lesioni cutanee simili a quelle dell’eczema, con arrossamento epidermico e con bolle e vescicole spesso gonfie e particolarmente pruriginose.

Dopo questa fase iniziale, se l’allergia non viene trattata adeguatamente, possono manifestarsi delle ulcerazioni diffuse, con fuoriuscita di siero, che tendono a formare croste ed ispessimento della pelle.

L’evoluzione di questa sintomatologia porta infine alla desquamazione degli strati superficiali della cute, con successiva discromia.

In questo caso il contatto col nichel, riconosciuto come fattore estraneo all’organismo, innesca una reazione immunitaria da parte dei mastociti che vengono stimolati a sintetizzare istamina.

E’ appunto l’istamina il fattore scatenante l’allergia, in quanto la sua azione si manifesta sulle pareti dei vasi sanguigni, da cui fuoriescono leucociti e liquido plasmatico, responsabili dell’insorgenza di vescicole.

Le manifestazioni compaiono di solito dopo 12/48 ore dal contatto con il metallo e, se tale situazione viene eliminata, tendono a scomparire spontaneamente entro un mese.

Disturbi da inalazione

Il nichel inalato proviene quasi sempre da processi di raffinazione del metallo che portano alla produzione di carbonile, un composto estremamente tossico.

In queste situazioni compaiono sintomi piuttosto seri che consistono in:

  • nausea
  • vertigini
  • cefalea
  • e dolore epigastrico.

Nei casi più gravi possono verificarsi anche:

  • difficoltà respiratorie
  • tosse convulsa
  • alterazione del battito cardiaco
  • e dispnea.

Con una notevole incidenza si manifestano disturbi di tipo asmatico che inizialmente sono completamente reversibili, ma che possono cronicizzarsi se il contatto con il nichel non viene interrotto.

In seguito a queste manifestazioni è sempre necessario ricorrere ad analisi di laboratorio in grado di dosare il nichel nel plasma e nell’urina, per quantificare con precisione la sua effettiva concentrazione.

Diagnosi dell’allergia da nichel

Il primo step per diagnosticare una forma allergica da nichel è quello di rivolgersi al proprio medico che, mediante una semplice visita può rilevare i principali sintomi.

Quando le manifestazioni si riscontrano soprattutto a livello cutaneo, è necessario sottoporsi a un consulto specialistico presso un ambulatorio dermatologico, per eseguire il Patch Test.

Questa indagine si effettua applicando sulla schiena dei cerotti medicati e contenenti una piccola percentuale di nichel, che devono rimanere in sede per almeno 48 ore, al termine delle quali si analizzano le reazioni topiche.

Una volta accertata la presenza di tale disturbo, è utile procedere con analisi del sangue e dell’urina, che hanno lo scopo di quantificare la concentrazione di metallo sia a livello sistemico (nel sangue) che a livello escretorio (urina), per controllare esattamente il suo metabolismo nell’organismo.

In seguito ad una diagnosi sia di tipo qualitativo che quantitativo, è quindi possibile impostare uno schema terapeutico comprendente non soltanto l’eventuale assunzione di farmaci (o rimedi naturali), ma anche una modificazione delle abitudini alimentari e dello stile di vita.

Come disintossicarsi dal nichel

L’approccio più efficace per incominciare un percorso disintossicante dal nichel riguarda l’alimentazione in quanto, come accennato sopra, la maggiore percentuale di incidenza del disturbo è proprio di origine nutritiva

E’ necessario porre particolare attenzione alla scelta di verdure senza nichel, che sono quelle che, per le loro caratteristiche organolettiche, non assorbono il minerale dal terreno e quindi non lo contengono nelle loro fibre.

La principale componente degli ortaggi è di natura fibrosa a base di cellulosa, un carboidrato complesso che riesce ad immagazzinare una notevole concentrazione di elementi assorbiti dal suolo.

Questo è il motivo per cui le verdure sono i cibi maggiormente ricchi di nichel, se vengono coltivati su terreni contaminati.

Le verdure senza nichel (o meglio a basso contenuto di questo metallo pesante), prodotte da colture biologiche, sono:

  • peperoni
  • melanzane
  • finocchi
  • bietole
  • ravanelli
  • zucchine
  • spinaci
  • topinambur
  • songino.

E’ necessario limitare al minimo il consumo di:

  • pomodori
  • broccoli
  • piselli
  • fagiolini
  • asparagi
  • carciofi
  • cipolle.

La certezza di poter consumare verdure senza nichel deriva dalle modalità di coltivazione.

L’agricoltura biologica si realizza su terreni non inquinati da falde acquifere infette e che pertanto devono trovarsi in aperta campagna o comunque lontano da zone industriali.

Una metodica di coltivazione sicura è quella idroponica poiché il substrato di coltura non è il terreno ma l’acqua, in grado di assicurare maggiori garanzie di non contaminazione da nichel.

Un fattore che contribuisce notevolmente alla contaminazione da metalli è rappresentato dalle piogge chimiche che contribuiscono all’accumulo di residui metallici su verdura e frutta.

Non sempre la soluzione è quella di sbucciare i prodotti ortofrutticoli perché in molti casi i metalli penetrano all’interno attraversando lo strato esterno.

La frutta è soggetta a contaminazione sia derivante dall’assorbimento del metallo da terreni inquinati, sia dalle piogge acide e soprattutto dall’impiego di insetticidi e fertilizzanti chimici.

Le varietà considerate più sicure sono:

  • fragole
  • mele
  • pere
  • cachi
  • agrumi
  • pompelmo
  • ribes
  • ananas
  • melograno
  • pesche
  • susine
  • banane
  • anguria
  • melone.

Sono da evitare accuratamente i kiwi e le ciliegie.

I prodotti ittici, provenendo dalle acque marine che attualmente sono soggette ad un notevole impatto inquinante, devono essere consumati con moderazione poiché il metabolismo organico dei pesci si basa proprio sulla filtrazione dell’acqua che, passando attraverso le branchie, consente loro di respirare.

Questo processo di filtrazione provoca un accumulo di microelementi all’interno del corpo dell’animale che, a seconda della specie, può immagazzinarne quantità anche piuttosto notevoli.

I pesci più sicuri sono i seguenti:

  • pesce spada
  • dentice
  • orata
  • spigola
  • cernia
  • tonno
  • ricciola
  • pagello
  • salmone.

Devono essere eliminati dalla dieta i frutti di mare.

Cibi raffinati e conservati

Gli alimenti raffinati, in quanto sottoposti a lavorazione industriale a contatto con macchinari metallici, possono contenere elevate concentrazioni di nichel.

Prodotti dolciari

Il cioccolato è un alimento incriminato in quanto il cacao sembra essere in grado di accumulare notevoli percentuali di nichel.

La conservazione di qualsiasi sostanza nutritiva dipende da agenti chimici che possono contenere tracce di metalli nocivi, tra cui anche il nichel; in particolare tutti gli alimenti inscatolati sono a rischio di contaminazione.

Per seguire un corretto protocollo dietetico disintossicante dal nichel bisogna distinguere tra:

  • dieta d’attacco
  • dieta di mantenimento.

Nel primo caso è necessario eliminare completamente tutti i cibi contenenti anche tracce del metallo, dato che una delle poche certezze scientifiche riguarda la sicurezza che, eliminando la causa del disturbo, anche la sintomatologia tende ad attenuarsi gradatamente.

Nel secondo caso è molto importante mantenere un elevato grado di vigilanza nei confronti di alimenti che precedentemente hanno innescato manifestazioni allergiche.

Infatti questo disturbo è collegato a fenomeni di accumulo secondo cui la soggettiva tolleranza verso il nichel può mostrarsi estremamente variabile nel tempo.

L’organismo è portato ad accumulare nichel senza dare segnali, per poi arrivare a un certo punto (superamento della soglia fisiologica) in cui reagisce con una sintomatologia esplosiva.

Stile di vita

Chi soffre di allergia da nichel dovrebbe eliminare tutte le pentole ed i tegami in acciaio inox, così come le posate, ciotole o qualsiasi utensile realizzato con questa lega, anche la carta stagnola per alimenti può rivelarsi pericolosa.

In ambito cosmetico è consigliabile utilizzare unicamente prodotti nichel-free, controllando la presenza di questa dicitura sulle singole confezioni.

Come accennato sopra, il nichel è praticamente ubiquitario e quindi una persona allergica deve prendere numerosi provvedimenti e modificare nettamente il proprio stile di vita.

Per Concludere

E’ possibile disintossicarsi dal nichel seguendo una dieta specifica che elimina tutti gli alimenti contenenti il metallo, anche soltanto in tracce, modificando alcune abitudini relative all’utilizzo di oggetti che lo contengono.

Non sottovalutare qualsiasi sintomo anche di minima entità che possa far sospettare la presenza di disturbi allergici e soprattutto riuscire ad arrivare ad una diagnosi sicura.

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