Francesco Nuti, dove è finito?

Peccato che non si possa più godere del suo umorismo, peccato non poter più sentire le sue battute con quella cadenza toscana, con quella faccia sempre seria che faceva tanto ridere.

Biografia

Francesco Nuti nasce a Firenze il 17 maggio del 1955 ed inizia la propria carriera artistica quando è ancora studente, recitando, come attore dilettante, in monologhi autoprodotti.

A Fine anni settanta Nuti entra a fare parte del trio cabarettistico dei Giancattivi – gruppo già composto da Alessandro Benvenuti e Athina Cenci

In quegli anni, i Giancattivi partecipano a trasmissioni di grande successo, e, sotto la regia dello stesso Benvenuti, compiono il loro  esordio cinematografico nel 1981, con il film Ad ovest di Paperino, un film spassosittimo che ha avuto un grande successo.

Nel 1982, Nuti abbandona il trio, che di lì a tre anni si scioglierà definitivamente, ed inizia una carriera cinematografica “solista”, ricordiamo: Madonna che silenzio c’è stasera  , Io, Chiara e lo Scuro e Son contento. L’attore ha successo, gli viene conferito  il David di Donatello ed il Nastro d’argento come migliore attore protagonista.

Nel 1994, realizza l’ambizioso OcchioPinocchio, che però si rivela  un cocente flop. Prova a  riprendere il filone che decretò il suo grande successo, ma ottiene solo tiepidissimi consensi ai botteghini, per niente paragonabili ai clamori collezionati negli anni precedenti.

Francesco Nuti comincia a soffrire di depressione, ha  problemi di alcolismo e tenta persino il suicidio.

Nel 2006 un primo incidente domestico lo debilita e nel 2016  una seconda caduta lo costringe alla sedia a rotelle.

Da anni è ricoverato in una clinica specializzata di Roma.

Nel suo libro-confessione Nuti ha scritto  che «Prima di qualsiasi altra cosa sono il papà di Ginevra». Avuta con l’attrice Annamaria Malipiero, la figlia ha chiesto e ottenuto nel 2017 (compiuta la maggiore età) di diventare la tutrice legale del padre,

Francesco Nuti è stazionario e  sereno, necessita d approcci delicati e sottili.

Grazie Francesco per le risate che ci hai fatto fare.