Bullismo: come riconoscerlo e affrontarlo, quello che i genitori devono sapere

Il bullismo, purtroppo, è una piaga sempre più diffusa tra adolescenti e bambini, ci sono indicazioni pratiche, utili per i genitori, che possono aiutare a stroncare sul nascere questo fenomeno e a prevenirlo.

bullismo-ragazze-430-2

 

Definizione di bullismo:

con questo termine si indica una serie di comportamenti caratterizzati da intenti vessatori, violenti, persecutori manifestati da adolescenti e bambini nei confronti dei propri coetanei, e non solo, il bullismo sembra essere una delle spie di malessere sociale di questi tempi, un sinonimo di disagio relazionale, si manifesta tra i giovani, non è circoscritto ad una determinata categoria sociale ma è un fenomeno trasversale.

Negli ultimi anni ci siamo trovati davanti ad un forte incremento di casi di bullismo, amplificati dalla cronaca e riportati dalla tv. A volte il bullismo evolve in forme di violenza gravi, atti di ferocia veri e propri fino alla violenza sessuale. Questo rappresenta solo la punta dell’iceberg.

La cura migliore è la prevenzione

Questo espressione di disagio giovanile potrebbe nascere dal timore che il bullismo si aggravi con l’età, potrebbe manifestarsi anche in età adulta, in ambito lavorativo, sociale e familiare, sfociando in forme di disagio nuove come stalking o mobbing, è bene ed indispensabile imparare a conoscere il fenomeno del bullismo e a farlo conoscere affinchè ci si possa impegnare tutti, istituzioni e genitori, a smantellare questa cultura di sopraffazione e violenza, tutto ciò che è alla radice del bullismo stesso.

Episodi isolati di non bullismo

  • non si può definire bullismo un singolo episodio di angherie tra studenti, per essere considerato atto di bullismo di deve instaurare una relazione che crei dei ruoli definiti.
  • non è bullismo se due compagni, che hanno stessa forza psicologica e fisica, discutono o litigano, per essere considerato un atto di bullismo ci deve essere nella relazione un’assimmetria.

School bully


 

Una situazione di litigio normale ha queste caratteristiche:

  • Si spiega perchè si è in disaccordo
  • non si supera un certo limite
  • si cerca di trovare soluzioni
  • si può chiedere scusa
  • ci si può allontanare anche se si è arrabbiati
  • si può chiedere scusa
  • se dure ragazzi si prendono in giro entrambi, si divertono e ridono insieme, può essere un gioco e uno scherzo
  • se ragazzi entrano di notte nella scuola provocando dei danni o portano via delle cose è vandalismo.

E’ bullismo invece

  • è bullismo se si tende ad isolare e schernire ragazzi deboli da parte di un gruppo o un bullo
  • è bullismo isolare, offendere, ragazzi che appartengono a minoranze etniche, diversamente abili, omosessuali.
  • è bullismo mettere in pratica forme di ricatto, sotto minaccia di violenza
  • è bullismo mettere in atto comportamenti sessuali e prestare attenzioni non desiderate che possono sfociare in molestia sessuale.

Il bullismo può essere perpetrato da singoli individui, da gruppi o da baby gang, il bersaglio potrebbe essere un gruppo più debole o anche un singolo individuo.

LEGGI ANCHE: TROPPO STRESS? BASTA LA VOCE DELLA MAMMA A FAR ABBASSARE L’OSSITOCINA

Per i genitori: i segnali da non sottovalutare

Alle istituzioni il compito di reprimere e vigilare il fenomeno del bullismo all’interno delle scuole, i genitori devono fare attenzione a dei comportamenti che potrebbero indicare che il proprio figlio è vittima di bullismo. Prima si riconosceranno i segni del fenomeno meno danni si faranno.

I segnali di allarme:

  • il soggetto è triste e scontento al ritorno a casa
  • si ammala facilmente
  • manifesta disagi prima di andare a scuola, mal di pancia, mal di testa
  • presenta lividi e/o ferite che non sa giustificare
  • non porta amici a casa, è spesso solo
  • a volte ha i vestiti strappati
  • non viene invitato alle feste
  • ha sonno agitato e fa incubi
  • perde interesse nelle attività scolastiche con potenziale calo del rendimento
  • chiede denaro per pagare le richieste dei bulli