Antibiotici: da usare con cautela, quali sono i rischi per un uso scorretto?

Se gli antibiotici vengono usati in modo corretto possono essere davvero una garanzia per curare le infezioni, non bisogna eccedere altrimenti si rischia di ottenere effetti contrari.

 

Quindi antibiotici si ma solo quando è realmente necessario e dietro prescrizione medica; attualmente l’Italia è ai primi posti in Europa per consumo di antibiotici e sviluppo di germi resistenti.

Ci sono molecole come le penicilline e i chinoloni che hanno avuto un incremento dei consumi del 100% e altri del 400% ( moxifloxacina), senza che si siano notati incrementi dell’incidenza delle malattie.


Ogni giorno, un milione e mezzo di perse prende un antibiotico e nel 60% dei casi il farmaco è assunto per curare malattie dell’apparato respiratorio causate da virus.

Questo vuol dire che sono usati in modo inappropriato causando quindi il doppio del danno: il primo danno è alla salute, perché gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, il secondo nei confronti della collettività, perché si favorisce lo sviluppo di germi non sensibili che impediranno anche in futuro agli antibiotici di svolgere la loro funzione: curare le infezioni.

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Ma cosa può accadere con un uso scorretto?

Secondo il direttore dell’Aifa, attualmente, la situazione è grave, perché ci sono molti ceppi di batteri, tra cui quelli della tubercolosi, che sono diventati resistenti agli antibiotici in circolazione, quindi si rischia di ritrovarsi in una situazione simile a prima che venissero scoperti questi tipi di medicinali: un’infezione banale potrebbe mettere in pericolo la vita perché non esisterebbero farmaci in circolazione capace di contrastarla.