A volte sono i genitori che imparano qualcosa dai figli: la bella testimonianza di una mamma

Scoprire di essere incinta è stata una delle emozioni più belle della mia vita, ma, appena ho cominciato ad acquistare consapevolezza del fatto che sarei diventata mamma, uno dei primi pensieri è stata la paura di non essere in grado di educare un bambino.

Sarò capace di comprendere i suoi bisogni, di soddisfare le sue esigenze, di trasmettergli gli insegnamenti essenziali, di aiutarlo a diventare una persona sicura e felice?
Mille domande mi hanno riempito la testa.

A distanza di quasi 4 anni non so ancora se sono davvero in grado di svolgere bene il mio compito di genitore, di riuscire come vorrei a fornirgli degli stimoli e lasciarlo apprendere liberamente dalle esperienze.

A volte mi chiedo se sto facendo la cosa giusta, una delle poche certezze che ho è che da lui, dalla sua spontaneità, dalla sua voglia di fare e di divertirsi, ho preso consapevolezza di almeno 10 principi semplici ma basilari.

Gli insegnamenti principali che devo a mio figlio sono:

Esprimere i propri sentimenti.
Le emozioni sono una risorsa. Guardando mio figlio dare sfogo alla sua emotività, ho capito che l’espressione dei nostri stati d’animo non è una debolezza, ma una liberazione, una conquista che porta al raggiungimento di un grande equilibrio interiore e favorisce l’accettazione di noi stessi e la nostra realizzazione personale.
Guardare il mondo da un’altra prospettiva.
A volte capita che mi fermi a guardare un cartone animato o un film insieme a mio figlio e poi gli chieda cosa pensa di un personaggio o di una situazione e le sue risposte mi sorprendono sempre, perché, il più delle volte, è riuscito a cogliere aspetti che io non avevo proprio considerato.
Dalle nostre chiacchierate critiche ho capito che, cercare nuove angolazioni dalle quali osservare quello ci circonda, può darci nuove chiavi di lettura e magari aiutarci ad esaminare soluzioni nuove e impensate.
Mantenere le promesse.
Ricordo ancora la prima volta che ho rischiato di non rispettare una promessa che avevo fatto a mio figlio, sulla sua faccina ho visto una tristezza che non avevo mai letto prima, solo in quel momento ho capito che mille giustificazioni non sarebbero mai bastate. Ai bambini non importa se abbiamo avuto degli imprevisti, loro si aspettano che manteniamo la parola data, ci vedono come un esempio, siamo i loro eroi, e il loro sorriso di riconoscenza è davvero un toccasana per la nostra autostima!
Affrontare la vita come un gioco.
Certo è difficile, dopo una giornata di lavoro fuori e dentro casa, trovare il tempo per distrarsi, ma, se, solo per un attimo, proviamo a mettere da parte il nostro senso di responsabilità verso i doveri e ci dedichiamo ad un’attività divertente, magari proprio con nostro figlio, forse troveremo il modo di sminuire alcuni dei problemi meno seri e magari riusciremo ad affrontare meglio i cambiamenti.
Agire con più spontaneità.
La naturalezza e sincerità di mio figlio mi ha spesso spiazzata, talvolta mi ha fatto arrossire al supermercato o imbarazzarmi in qualche studio medico, ma mi ha anche fatto riflettere su quanto tempo sprechiamo, io per prima, nelle formalità, a volte sarebbe più efficace agire con maggiore semplicità.
Sorprendersi e riscoprirsi curiosi.
“Mamma guarda un arcobaleno! Quanto è lungo l’arcobaleno? Dove finisce?”. La capacità di meravigliarsi e stupirsi è, insieme alla curiosità, una delle doti più preziose dei bambini. Anche noi adulti non dobbiamo smettere di sorprenderci e di essere curiosi. Se vogliamo sollecitare la nostra intelligenza, dobbiamo alimentare il nostro desiderio di conoscere e capire, senza dare nulla per scontato
Determinazione.
Quanto riuscite a resistere davanti alle pressioni di vostro figlio?
A meno che non si tratti di capricci immotivati, personalmente ammiro la sua tenacia, nel tentare di convincermi che ha ragione, nello spronarmi a fare qualcosa che a lui fa piacere, nell’impegnarsi nei giochi e nelle attività che facciamo insieme.
Per mancanza di tempo, ma spesso anche di volontà e forse pure di autostima, in passato ho spesso preferito non accettare le sfide che si presentavano più difficili, ora che sono mamma, in particolare per le questioni che riguardano la mia famiglia, ho riscoperto una volontà ferma e decisa di affrontare tutte le situazioni belle o brutte che ci capitano.
I figli riescono a darci la motivazione per fare per loro qualsiasi cosa!
Perdonare ed essere grati.
Non mi sono mai definita una persona rancorosa, ma non sono mai riuscita a dimenticare con facilità i torti subiti, ora che ho qualcuno a cui devo insegnare il significato del perdono ho deciso di lasciar correre i ricordi e le persone negative e di concentrarmi solo sugli aspetti positivi. Voglio dedicare le mie energie solo alle persone e alle emozioni che mi fanno stare bene e per le quali non smetto mai di essere grata alla vita.
Gli occhi dicono di più delle parole.
A quasi 4 anni posso, senza falsa modestia, affermare che mio figlio ha un vocabolario molto ampio e forbito, ama ascoltare storie di ogni genere e ne vuole comprendere e imparare tutti i termini, nonostante ciò, i suoi occhi dicono molto più delle sue parole.
Da grande emotiva, anche io sono un libro aperto, chi mi conosce legge sul mio viso le emozioni che provo, prima ancora che emetta qualsiasi tipo di suono. Da mio figlio ho imparato a ridurre il numero delle parole, ma a dire quello che penso con il volto e con le argomentazioni, senza temere il giudizio degli altri.
Il tempo è relativo.
Tutto scorre veloce quando ci si diverte, molto piano quando ci dedichiamo ad attività noiose o troppo impegnative. Mio figlio mi ha insegnato a non guardare troppo spesso l’orologio, ad organizzare le nostre giornate in funzione dei doveri, ma a lasciare anche sempre un po’ di spazio per giocare insieme, uscire, leggere un libro, guardare un cartone animato.
Il tempo non è fatto solo di secondi, minuti e ore, ma anche di tante emozioni che vanno vissute nella loro immediatezza, senza dover sempre essere rimandate!

fonte: stelledivita