Torino: mette antidepressivi nell’acqua dei colleghi

Gli ambienti di lavoro e i colleghi possono diventare dei luoghi poco piacevoli quando si ha a che fare con un ambiente poco sereno, ma ci sono casi in cui lavorare in team diventa davvero difficile. Non sempre chi si sente minacciato, mobbizzato o bullizzato è nella ragione, indubbiamente non lo è se si fa giustizia da solo oltretutto per fatti forse solo avvenuti nella sua mente.

E’ quanto è accaduto a Beinasco nel Torinese, dove un uomo di cinquant’anni  è stato  indagato per lesioni per avere somministrato, in almeno tre occasioni, agli ignari colleghi degli antidepressivi mettendoli nelle loro bottigliette d’acqua.

Indagini

Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Beinasco che  hanno sequestrato all’uomo telefonino e computer, con il coordinamento del pm Rossella Salvati. L’indagato, assistito dall’avvocato Marinella Ruffatto, ha confessato al pm nei giorni scorsi, tentando di giustificare il  fatto perché si sentiva bullizzato dai colleghi di lavoro.

Il primo episodio di somministrazione di antidepressivi risale a settembre: una delle sue “vittime” aveva bevuto dalla bottiglietta ed era svenuto nel sonno. L’uomo era addirittura finito in ospedale, e con lui anche la moglie, per il grande spavento. Le conseguenze potevano essere gravissime.

Ma anche nelle altre occasioni  i dipendenti colpiti avevano accusato malori dopo aver sorseggiato dell’acqua. IL sospetto che forse messo “qualcosa” nelle loro bottigliette è sorto quasi spontaneo.  Si è quindi messa in moto la macchina investigativa dei carabinieri del locale distaccamento dell’Arma.

Nelle bottigliette sono state trovate tracce di benzodiazepine, che l’uomo non aveva mai assunto in via sua.

Vittima di bullismo

I carabinieri dopo minuzione indagini hanno scoperto che le somminitrazioni inconsapevoli avvenivano per mano del collega che si sentiva vittima di bullismo e che aveva pensato di “dare una calmata” ed una lezione ai colleghi. Ora le conseguenze da pagare saranno ben pesanti per l’uomo che, sicuramente, nessuno vorrà più come collega.