Studente vive nelle foreste dell’India per sfuggire al debito studentesco

Ha dovuto fare affidamento su un prestito studentesco di 20 mila dollari per pagare la sua istruzione universitaria, ma poi non è riuscito a trovare un lavoro dopo la laurea e per questo motivo ha deciso di trasferirsi nelle foreste dell’India per non dover rimborsare quanto avuto in prestito. È quanto successo a Chad Haag, un ragazzo americano di 29 anni, che ora vive nel villaggio di Uchakkada.

Difficoltà a rimborsare il debito


Come molti studenti americani, Chad Haag ha deciso di richiedere un prestito studentesco per potersi laureare, salvo poi avere difficoltà a trovare lavoro. A quel punto ha deciso di ritornare a scuola per conseguire un master in letteratura comparata, ma anche quest’ultimo non è servito a nulla. Il primo lavoro che è riuscito a trovare, infatti, è stato scaricare i camion e poi lavorare in una catena di montaggio. In seguito ha lavorato come professore a contratto, ma avendo una sola classe assegnata per semestre riusciva a stento a mantenersi, quindi ancora meno a rimborsare il prestito universitario. Ad un certo punto pagare 300 dollari al mese per il rimborso è diventato particolarmente stressante e per questo motivo Chad Haag ha deciso di lasciare gli Stati Uniti e trasferirsi in un piccolo villaggio in India.

Ha cambiato completamente vita

In base a quanto dichiarato dallo stesso ragazzo alla CNBC, prima di trasferirsi ha addirittura pensato di vivere in una grotta per sfuggire al prestito studentesco. Alla fine, però, ha deciso che trasferirsi  in un paese lontano sarebbe stata la soluzione migliore e così ha fatto. Attulamente Chad vive in una casa nel villaggio di Uchakkada per soli 50 dollari al mese e si è sposato con una ragazza del posto. Per quanto concerne il suo prestito studentesco, invece, non se ne preoccupa più. “Direi che il debito non mi pesa come lo faceva in passato, nel senso che la maggior parte delle misure che potrebbero prendere contro di me sono diventate praticamente irrilevanti. Ad esempio, non possono neppure pignorarmi lo stipendio, dato che non ho più un datore di lavoro americano”.