RAPPORTO DI COPPIA, QUANDO UN FIGLIO NON ARRIVA

L’infertilità viene vissuta spesso dalla coppia come un fallimento o una colpa, per affrontare questo problema, oltre a supporto medico, c’è bisogno di sostegno psicologico.

In casi estremi, il figlio mancato può diventare una compensazione di conflitti irrisolti e portare alla rottura del rapporto; in alcuni casi si opta per l’adozione per cercare quell’equilibrio perduto, ma spesso non è sufficiente per rimarginare il dolore provocato dall’infertilità.

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Solitamente, è la donna a vivere la situazione con maggiore sofferenza, l’impossibilità di diventare madre viola le sue naturali aspettative di fertilità, al punto che l’attività sessuale può essere vissuta da sola e in coppia, in modo “sterile”, spogliata dalla sua funzione procreativa.


Un percorso di psicoterapia può essere utile ed intervenire nella relazione dove si annidano altri problemi, come la relazione con il corpo, con i genitori e il partner. La terapia individuale e di coppia, punta a risvegliare ed ampliare le risorse creative del soggetto e della coppia in modo che non vengano focalizzate solo sul versante della maternità.

Ma c’è qualcosa che si può fare per preservare la capacità riproduttiva delle coppia?

Oggi, numerosi studi nel campo della diagnosi, cura e prevenzione dell’infertilità sono in grado di preservare la capacità riproduttiva della coppia, in attesa del momento giusto per concepire un figlio, attraverso accertamenti, analisi del sangue, ecografie ed esami infettivologici, inoltre, è possibile valutare lo stato di salute delle ovaie.

Per questo motivo occorre effettuare una visite e alcuni semplici test ematochimici per trovare e risolvere, se presenti, problemi che possono portare all’infertilità di entrambi i sessi.

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