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Giugno 20, 2019

Redazione DonnaWeb

Patrigno picchia brutalmente un bimbo di 3 anni uccidendolo, mentre la sorellina di 10 mesi sta lottando per la vita

A questo mondo esistono delle crudeltà che sono quasi impossibili da comprendere.

Dire che questa storia rientri in quella categoria è dire poco, infatti è una delle storie più brutte mai sentite.

A Santa Fe, in Argentina, un bambino di 3 anni è morto dopo essere stato brutalmente violentato, ha riportato il giornale Todo Noticias.

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La sua sorellina di solo 10 mesi sta ancora lottando per la sua vita all’ospedale pediatrico di Santa Fe.

Le notizie dicono che i fratellini sono stati portati di corsa al Niños Orlando Alassia Hospital di Santa Fe lo scorso weekend.

Il direttore dell’ospedale, Oslvaldo Carillo, ha detto che le condizioni del bambino al suo arrivo erano davvero critiche. Aveva diverse fratture alla testa, al petto e alle costole. I medici sono riusciti a rianimarlo e spostarlo in terapia intensiva, ma purtroppo in seguito è peggiorato ed è morto nel sonno.

Fonti dicono che Carillo abbia detto ai suoi medici di non sentirsi in colpa per la morte del bambino, perché le sue condizioni erano troppo gravi.

Ferite gravi

Il team di medici hanno notato ferite che suggerivano che fosse stato violentato. Sia lui che la sorellina mostravano anche segni di abuso fisico.

Durante l’interrogatorio, la madre dei bambini ha accusato il suo compagno – il patrigno dei bambini – e l’uomo è stato arrestato.

Nel frattempo la bambina di 10 mesi viene monitorata costantemente in ospedale durante la guarigione.

Non dovrebbe essere permesso che avvengano atrocità come questa. Una madre non può permettere a un essere umano di fare una cosa del genere, perché è disumano. Speriamo che il colpevole venga punito severamente per le sue azioni deplorevoli e che la bambina si riprenda completamente.

Nel frattempo speriamo che sia ben chiaro a tutti che atti depravati sono capaci di compiere alcune persone.

I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno a questi due bambini. Condividete la storia se siete d’accordo.

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