NUOVO ANALGESICO NATURALE IN ARRIVO GRAZIE AL PEPERONCINO

Fin dall’antichità il peperoncino piccante veniva usato come alimento in particolare in Messico, dove la sua coltivazione iniziò dal 5.500 a.c., mentre in Europa arrivò grazie a Cristoforo Colombo, che lo riportò dalle Americhe. Intanto però, era già molto diffuso anche in Asia e in Africa e veniva usato come condimento o come alimento da consumare direttamente.

Il peperoncino si coltiva con facilità, per questo motivo non fece più parte delle spezie definite preziose, poteva essere riprodotto anche in zone lontane dal suo luogo di origine e si accaparrò il nome di “droga dei poveri”, indirizzato a tutti quelli che non potevano permettersi le spezie preziose.

Più volte abbiamo parlato del peperoncino e dei suoi effetti benefici sul nostro organismo, in breve possiamo riassumerle dicendo che ha molte funzioni terapeutiche, dimagranti, nutritive e anche afrodisiache; ricco di vitamina C, tiene lontane le infezioni, è un ottimo vasodilatatore, migliora la circolazione del sangue e protegge l’apparato circolatorio.


A renderlo piccante è la capseidina, sostanza che provoca quella tipica sensazione di bruciore, ed aumento della temperatura, ha la capacità di ingannare i recettori che trasmettono la sensazione di dolore al cervello, desensibilizzandoli.

Questo meccanismo accade perché la capseidina è legata ad alcuni recettori presenti sulle terminazioni nervose periferiche, questo meccanismo “analgesico” è così diventato oggetto di studio di una famosa società farmaceutica americana, che dopo aver fatto vari test in laboratorio, ha realizzato una serie di composti simili per dare il via al test clinico e far in modo di avere la possibilità di lavorare su un analgesico, come il peperoncino, che sia gradevole, sicuro, naturale e meno rischioso per la salute.

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