Morte Ylenia Bonavera, continuano le indagini della polizia

Ieri, 14 dicembre si sono tenuti i funerali di Ylenia Bonavera, la ragazza ventiseienne di Messina, uccisa durante una lite da un’amica  il 10 dicembre scorso a Catania.

Nelle prossime ore è attesa la convalida del fermo di Daniela Nicotra, la trentaquattrenne che è accusata dell’omicidio. Le indagini degli inquirenti continuano perchè sono ancora tanti gli aspetti da chiarire. Sono state acquisite altre immagini ed è stata rivolta una particolare attenzione ai presenti sul posto e soprattuto a quelli che hanno filmato quei terribili momenti.

Autopsia

Da quello che è fino ad ora emerso, quella sera Ylenia era come tutti gli altri giorni, non aveva manifestato alcun timore né disagio. L’autopsia ha confermato che la morte della giovane è stata provocata dalla coltellata che le ha inflitto l’amica transessuale Daniela alla spalla destra e non da dell’imperizia medica o da droga come si era inizialmente sospettato. Seppur positiva al test tossicologico, Ylenia è morta per il colpo inferto da Daniela che si è presentata spontaneamente alla alla squadra mobile, giovedì sera accompagnata dal suo avvocato.

Secondo la ricostruzione della trentaquattrenne, il colpo sarebbe stato inferto per legittima difesa, le due ragazze stavano litigando ed Ylenia aveva in mano una bottiglia. Si sarebbe dunque trattato, a dire di Daniela, di legittima difesa.

Ylenia e Daniela in passato erano amiche ma pare che negli ultimi tempi ci siano stati degli screzi, quella sera, ad esempio,  avevano litigato perché Daniela rimproverava a Ylenia l’uso di droghe e alcol.

La lite è avvenuta accanto alle rispettive auto, ad un incrocio molto trafficato del quartiere San Cristoforo e sotto gli occhi di decine di persone, che non solo non sono intervenute per sedare la rissa ma che hanno pensato di riprenderla con il telefonino.

Nei video registrati  si vede Daniela che colpisce con il coltello Ylenia che urla dal dolore e si accascia sul sedile passeggero della sua Smart. Un amico porta Ylenia  al pronto soccorso del «Garibaldi centro» dove la giovane morirà un paio d’ore dopo il ricovero.

Ylenia aveva già vissuto situazioni di violenza:  nel gennaio 2017 il suo fidanzato di allora la cosparse di benzina nella loro casa di Messina e le diede fuoco, provocandole gravi ustioni sul 13 per cento del corpo. Il giovane sta scontando una condanna a dieci anni e anche se in quella occasione Ylenia l’ha scampata oggi non ce l’ha fatta.