LUI SPESSO CI TRATTA MALE, PERCHE’ NON RIUSCIAMO A LASCIARLO?

Sono tante le donne che vivono la propria vita intrappolate in rapporto dolorosi di cui non riescono a liberarsi, a volte si è consapevoli che non si sta vivendo una situazione bella ma non si ha il coraggio di fare il grande passo.

Litigi-di-Coppia

A volte si riesce a guardare con lucidità le cose, osservando e rivivendo il proprio rapporto nei ricordi degli anni passati insieme e spesso l’unica conclusione a cui si arriva è quella di lasciarsi.

Ma quante donne dicono di volerlo fare e poi non ci riescono? Ogni volta che si inizia a litigare, si tende ad allontanarsi, si viene travolti dall’ansia insopportabile e quando lui torna per riprovarci, fa credere che divisi non si può stare. Allora perché è così difficile chiudere un rapporto? Soprattutto se lui non fa altro che buttarci giù e rovinare anche quei pochi momenti?

Spesso, anche le persone che abbiamo vicino non riescono a comprendere il perché non ci si divide se si sta così male, inoltre, può capitare che con gli altri ci si senta bene, si abbia la voglia di vivere e fare le cose, ma questo non sembra bastare per trovare la forma necessario a lasciarlo.



Questo accade perché se da una parte lo staro con lui sfibra, dall’altra da un senso di protezione, sembra un po’ un controsenso in realtà, come è possibile che un uomo che mortifica può dare un senso di tranquillità?

Sono numerose le donne che continuano a stare con gli uomini che le buttano giù contrariamente a quanto si possa pensare, ma cos’è che le tiene incollate all’aggressore? Forse la possibilità di sperimentare con lui la debolezza che in ambito professionale non possono permettersi.

La poetessa e scrittrice Annalisa Alleva ha affermato:   “Sì, è vero, cerco in te scampo da te, visto che incantare il boia è il modo più semplice e diretto per ottenere la grazia”.

Queste parole rappresentano perfettamente la dinamica malata che alimenta rapporti in cui colui che aggredisce e colui che protegge sono la stessa persona. Ci si abitua ad esser trattati male e per paradosso diventa più difficile svegliarsi, in realtà il “senso di tranquillità” potrebbe essere il sonno difensivo in cui questa relazione l’ha sprofondata ogni giorno di più.

Meglio non chiamare questa situazione “tranquillità”, questo potrebbe essere il primo passo da fare, poi il secondo è quello di accettare di attraversare il dolore del risveglio, uguale a quello che si prova negli occhi esposti al sole dopo un lungo periodo di buio. Bisogna riuscire a trovare la forza di dire “basta” per riuscire a non soffrire più per niente,e poi il dolore del risveglio come quello del parto, si dimentica presto. Appena se ne è fuori si capisce subito che ne è valsa la pena.