Lo dice la scienza: avere un marito significa lavorare 7 ore in più al giorno

Partiamo dal presupposto che avere un marito NON è una delle cause dirette della grande quantità di lavoro e resposabilità domestica di una donna.

Invece è giusto parlare e sottolineare la disuguaglianza di genere che ahimè, continua ad esistere in molte famiglie, a questo si è perfino interessata l’Università del Michigan che ha deciso di analizzare grazie ad uno studio.

Il risultato, noi donne lo sapevamo già ma diffonderlo e parlarne non fa male, ad occuparsi delle faccende domestiche è quasi sempre la donna.

E’ giusto non generalizzare e la situazione varia da caso a caso.

I dati che ci vengono offerti da questo studio sono:

disuguaglianza tra moglie e marito, nella fattispecie questo studio si ha voluto sottolineare come sono cambiati i ruoli tra uomo e donna all’interno della famiglia negli ultimi dieci anni.

Gli uomini sono ancora quelli che in casa portano lo stipendio più alto (quando c’è), solitamente sono le donne che decidono di abbandonare il lavoro e/o la professione in modo temporaneo o definitivo per dedicarsi alla cura della casa e ai figli.

Quando entrambi i coniugi lavorano e le condizioni sono pari sono sempre le donne comunque a dedicare ai figli e alle faccende domestiche più tempo.

Ci sono delle vere e proprie differenze tra una generazione e l’altra, le donne che hanno superato i 60 anni dedicano gran parte della loro esistenza, 28 ore settimanali, alla cura della casa. Così come le donne che hanno 3 figli. Il resto delle donne dedica 7 ore in più a settimana rispetto al proprio marito o compagno alla crescita dei figli (se ne hanno) o ai lavori domestici.



Istruire all’uguaglianza è fondamentale:

il modo di pensare è, fortunatamente, cambiato negli ultimi anni, da quando le nostre nonne e mamme pensavano che fosse una loro esclusiva responsabilità prendersi cura di noi e svolgere tutti i lavori di casa.

Le faccende domestiche sono responsabilità di entrambi specialmente se tutti e due lavorano, uguaglianza di condizioni = uguaglianza di investimento.

Fino a quando si giunge un accordo nel quale uno dei due preferisce restare a casa a prendersi cura dei bambini e l’altro si occupa delle finanze domestiche è una decisione rispettabilissima.

Ma anche in questo modo la disuguaglianza si crea quando con un’uguaglianza di condizioni personali è solo uno dei coniugi a dedicare il suo tempo ai compiti quotidiani perchè il partner dà già per scontato che così deve essere.

Non è un modo giusto di agire, si deve cambiare mentalità e modo di vedere le cose, prendersi le proprie responsabilità.

E’ giusto per questo motivo insegnare ai bambini fin da subito che facciamo parte di una squadra grande nella quale uomini e donne hanno gli stessi diritti, che siamo persone con le proprie responsabilità e necessità.

fonte: viverepiusani