La villa di Alberto Sordi, tra cose belle e antichità

Alberto Sordi è un simbolo del nostro Bel Paese, il suo talento, la sua passione per la bellezza, la sua straordinaria comicità sono tutte caratteristiche del grande attore e uomo che è stato. E stono raccontate dai suoi film ma anche da quella che è stata la sua casa.

Quello che Alberto Sordi aveva con la sua casa era un rapporto inviolabile: erano pochi coloro ai quali era concesso entrare nella sua villa di via Druso, a due passi dalle Terme di Caracalla. La sua casa è stata da  sempre ammirata  fino a diventare un museo vero e proprio. Un museo che racconta gusti, abitudini, passioni dell’italiano icona della comicità.

Storia

La villa racconta  l’amore di Alberto Sordi per le cose belle e l’antichità, è stato infatti svelato che se Sordi non avesse fatto l’attore avrebbe voluto fare l’antiquario.

La casa rispecchia appieno questa sua grande passione dove ci sono stanze anomale per una casa: un vero teatro, una sala da barbiere, e poi la camera da letto in perfetto stile ottocentesco, austera quanto affascinante. Nella casa spiccano opere d’arte di grande rilievo come quelle di Giorgio de Chirico (Trovatore, Ettore e Andromaca e Cavalieri nel paesaggio), come alcuni dipinti di antichi maestri come il paesaggista Claude-Joseph Vernet, come sculture e preziosissimi oggetti d’arte (tra cui un orologio Luigi XV)

la villa è stata costruita alla fine degli anni Venti,  venne dapprima comprata da un gerarca fascista, poi nel 1954 è stata acquistata da Alberto che la visita la mattina e la compra nel pomeriggio. In realtà la villa doveva essere acquistata dall’amico Vittorio De Sica ma la sera prima aveva perso i soldi al casinò e non l’ha potuta più acquistare.

In quella villa Alberto viveva con le due sorelle Aurelia e Savina. Nel 1972 alla morte di Savina questa villa, che  stata era il crocevia mondano del mondo del cinema, si è chiusa nel silenzio ed è rimasta aperta solo a pochi intimi.