Dopo 67 anni, donna condannata a morte per aver strangolato una 29enne incinta: qual è la vostra opinione?

Una sentenza che sta facendo molto discutere sul web e che ha acceso gli animi tra chi non approva la pena di morte e chi, invece, ritiene sia ancora uno strumento punitivo valido per i reati più gravi ed efferati.

Negli USA, dopo 67 anni, una donna verrà uccisa in esecuzione di condanna a morte. L’8 dicembre è il giorno in cui è stata fissata la data in cui Lisa Montgomery, sarà sottoposta a iniezione letale.

L’esecuzione avverrà nel penitenziario di Terre Haute, in Indiana. Lisa fu condannata nel 2004 in via definitiva per aver strangolato una donna incinta di 29 anni.

Un crimine atroce, di una violenza disumana. La giovane donna fu aggredita e strangolata, Lisa le praticò un taglio sul ventre e rapì la sua bimba di otto mesi non ancora nata e che oggi ha sedici anni.

La difesa

I legali della donna hanno fatto numerosi appelli nelle settimane scorse definendo la decisione del ministro “una grave ingiustizia”, esortandolo a risparmiarla.

La donna ha da sempre sofferto di gravissimi disturbi psichici, ha avuto un’infanzia e un’adolescenza segnata da violenze e abusi. In particolare, è stata vittima ripetutamente di violenze da parte del compagno della madre e in seguito anche dei suoi due mariti.

La sua storia e le sue condizioni psichiche non sembrano essere state sufficienti per convincere a risparmiarla ed evitarle l’iniezione letale.

Solo altre 3 donne sono state giustiziate negli USA

La pena di morte negli USA è stata applicata soprattutto sugli uomini, infatti, bisogna tornare indietro di molto, più precisamente nel 1953, per trovare una donna giustiziata.

In realtà, nel 1953, negli USA, furono due le donne giustiziate, una era Ethel Rosenberg, e l’altra detenuta Bonny Heady.

Ethel Rosenberg fu la protagonista di una delle vicende più controverse di quegli anni. Insieme al marito fu condannata con l’accusa di spionaggio per aver consegnato all’Unione Sovietica delle informazioni importantissime e segrete sulla bomba atomica. Il fratello lavorava al progetto Manhattan a Los Alamos in New Mexico.

Bonny Heady fu condannata alla camera a gas dopo aver ucciso un bambino di 6 anni. Prima di questi due episodi, l’unica donna giustiziata dal governo federale fu Mary Suratt, nel 1865, impiccata con l’accusa di aver preso parte a una congiura per uccidere il presidente Abraham Lincoln.

Riflessione sulla pena di morte

Oggi la pena di morte è presente negli USA e in altri pochi Paesi del mondo. C’è chi sostiene che sia una punizione da non applicare e che non debba essere lo Stato ad avere decisione su chi deve vivere e chi deve morire. L’ergastolo a vita, per molti, è la punizione più esemplare.

Dalla parte opposta, c’è chi sostiene che la pena di morte sia l’unica soluzione per punire adeguatamente chi commette dei crimini atroci ed efferati e, sia il migliore deterrente per evitare che altre persone commettano atrocità.

È un argomento molto delicato, su cui ognuno ha un pensiero differente. L’esecuzione di questa donna sta facendo molto parlare.

Il suo vissuto fatto di violenze continue e i suoi problemi psichici, senza dubbio, descrivono come la vita di questa donna non sia stata facile, ma fino a che punto questo può giustificare un gesto del genere? La pena di morte è davvero l’unica soluzione? Ognuno trovi la sua risposta.