Cos’è la claustrofobia? Come si cura?

claustrofobia

Claustrofobia deriva dal latino claustrum (chiusura) e dal greco phobia(paura) ed è la paura degli spazi chiusi. Questa paura provoca forti stati d’ansia e angoscia fino a sfociare in casi di veri e propri attacchi di panico, rendendo il disturbo molto limitante per chi ne soffre.

Tra i sintomi più comuni ci sono le palpitazioni, il senso di soffocamento, la sudorazione fredda, le vertigini e molto altro; alla base di questo paralizzante e irrazionale terrore ci sono traumi infantili che riemergono in modo subdolo dopo tanti anni, oppure tensioni lavorativi o familiari, incidenti e rapine, dove era in pericolo la propria vita o quella di una persona amata.



In che modo possiamo eliminare i sintomi?

Per affrontare il disturbo è importante non vergognarsi del proprio stato di malessere e farsi aiutare di chi ci sta vicino; questo disturbo potrebbe invalidare la nostra vita quindi meglio affrontarlo. Il claustrofobico cade spesso nella spirale che l’evento di ripeta aumentando ansia e angoscia che lo portano a chiudere ad amici e parenti di accompagnarlo per sentirsi più sicuro.

Non c’è una causa scatenante universale, come tutte le fobie, cambia da soggetto a soggetto, per questo motivo è importante rivolgersi ad un bravo specialista per affrontare un sano percorso introspettivo che porti alla soluzione del problema.
Se la semplice conoscenza non basta per liberarsi dalle nostre paure, allora meglio ricorrere a delle cure mediche che prevedono 3-4 settimane di terapia cognitivo-comportamentale con tecniche di rilassamento e controllo del pensiero a cui viene associata una cura a base di ansiolitici.

Per rilassarsi, anche la medicina naturale può essere d’aiuto con preparati a base di erbe come valeriana, passiflora, tigli e fiori di Bach.