COSE CHE I PADRONI FANNO E CHE I CANI ODIANO

Il sito inglese Mother Nature Network ha pubblicato uno studio sulle cose più fastidiose che facciamo ai nostri animali domestici senza rendercene conto.

Parlare all’animale

Noi parliamo ma il cane no. I padroni che parlano al cane e pretendono che questo capisca sono fuori strada. Secondi alcuni studi, i cani interpretano parole semplici ma non sono capaci di capire intere conversazioni. Meglio parlare al cane usando il linguaggio del corpo, mixando parole e gesti in modo da fargli capire con più facilità.

Abbracciare il canecane_padrone_guinzaglio

Per gli essere umani l’abbraccio è un mezzo per comunicare amore e affetto ma il cane odia essere abbracciato. Nel linguaggio canino, la zampa sulla parte posteriore indica dominio, superiorità, un gesto differente se a farlo è un uomo ma che non trasmette sensazioni positive all’animale. Alcuni cani sopportano con gentilezza altri sono più inclini agli abbracci, il livello di sopportazione dipende dalla razza ma in line di massima, il cane odia essere abbracciato.

Non toccare la testa

I cani non amano essere toccati in testa, lo vedono come un fastidio ma spesso si lasciano toccare se c’è un buon livello di confidenza col padrone. Comunque meglio optare per un grattino sulla pancia o sulla schiena.

Non fissarli negli occhi

Per il cane il contatto visivo è importante ma guai a fissarli negli occhi, soprattutto se è un cane appena sconosciuto. L’animale potrebbe prenderlo come un gesto di sfida o sottomissione, con reazioni che possono andare dall’abbaiare all’aggressione.

Regole

I cani se non vengono educati con regole precise possono venir su capricciosi e viziati, per questo motivo è bene dare indicazioni precise per insegnarli cosa può o non può fare.


Le persone che non gli piacciono

Un errore dei padroni è quello di forzare il cane ad andare con persone e altri cani che non gli piacciono. E’ una forzatura che non fa bene all’umore dell’animale e potrebbe portare a reazioni inaspettate. Importante è capire quali sono i momenti di timidezza, quelli in cui una “spintarella” è ben accetta e quelli in cui andare a casa è meglio.

Lasciarli odorare

Quando si porta il cane a fare una passeggiata lasciamogli un minimo di libertà; lui esplora il territorio ed odora qualsiasi cosa, si tratta di uno dei piaceri più grandi per loro, quindi nessuna tirata al guinzaglio ma libertà, lui ce ne sarà grato.

Guinzaglio stretto

Il guinzaglio è il mezzo attraverso il quale il cane riesce a percepire la tensione e il “controllo” dell’uomo, si consiglia di tenerlo ben stretto ma evitare strattonate brusche, il giusto sta nel mezzo tra la tirata solida e dura il guinzaglio morbido che lascia spazio.

Il cane come uno specchio

Il cane reagisce anche allo stato d’animo del padrone, capisce, percepisce le emozioni dell’uomo e si comporta di conseguenza, per cui attenzione, come non piacciono a noi, non piacciono nemmeno a lui.

Abbasso la noia

I cani non sopportano le persone noiose che non dedicato a loro un po’ di tempo, è vero che spesso si torna a casa stanchi dopo una lunga giornata ma il cane non può capire questa cosa e spesso sfoga la sua noia con reazioni che consideriamo fastidiose, come abbaiare o mangiare le cose. Insegnamogli sempre giochi nuovi e cerchiamo di non farlo annoiare.

Infine, ci sono comportamenti che sono assolutamente da evitare come abbaiare al cane, tirargli la coda, parlargli da dietro un vetro, perché gli creano gran disturbo e possono stimolare reazioni anche violente.

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