Cosa fare in caso di ictus

L’ictus, conosciuto anche con l’accezione comune di ‘attacco cerebrale’, avviene quando il cervello riceve uno scarso afflusso sanguigno che causa la morte delle cellule.

Esistono due tipi principali di ictus, quello ischemico, dovuto all’ostruzione di una arteria o di un vaso sanguigno e, il più raro ictus emorragico, causato invece dalla rottura di un’arteria e quindi da un sanguinamento improvviso. Senza un intervento tempestivo che ripristini il normale apporto di ossigeno alla parte colpita, i neuroni iniziano  a morire; questo naturalmente, può comportare una grave disabilità (come la paralisi della zona interessata o il funzionamento scorretto dell’area) e addirittura alla morte.

Per prevenire un ictus, ed essere pronti ad intervenire nel modo giusto quanto efficace, è senza dubbio utile conoscere quali sono i fattori di rischio, e in particolar modo i sintomi con cui si presenta.

FATTORI DI RISCHIO

Il principale fattore di rischio per l’attacco cerebrale, è la pressione alta; a questo seguono, fibrillazione atriale, colesterolo elevato, diabete mellito,invecchiamento e predisposizione famigliare. Oltre ai fattori non modificabili e cronici, vi sono poi comportamenti scorretti che vanno ad aumentare sensibilmente il rischio di ictus quali: uno stile di vita sedentario, obesità, fumo e un eccessivo consumo di alcolici.

Alcuni accorgimenti dunque, atti a migliorare il proprio modus vivendi, possono davvero ridurre tali rischi.

Importantissimo campanello di allarme è costituito dal TIA, un attacco ischemico transitorio che determina un calo temporaneo nell’afflusso di sangue al cervello, sufficiente tuttavia a provocare qualche sintomo che regredisce nel giro di ‘’sole’’ 24 ore.

SINTOMI

Prima di elencare i diversi sintomi, è bene sapere che ogni individuo colpito da Ictus rappresenta un caso a sé stante. I sintomi infatti, dipendono dall’area del cervello coinvolta e più l’attacco è grave e esteso, più l’entità del danno sarà ingente.



I sintomi tipici sono:

-Paralisi e intorpidimento della faccia o degli arti (soprattutto di un lato del corpo);

-difficoltà visive che possono coinvolgere uno o entrambi gli occhi;

-forte e intenso mal di testa apparentemente privo di causa;

-confusione, difficoltà a parlare e a capire;

-vertigini con conseguenti problemi di deambulazione, accompagnata da perdita di equilibrio e difficoltà di coordinazione.

Data la gravità dell’emergenza medica, la possibilità di ricevere una terapia adeguata dipende dalla rapidità di intervento. Ciò significa che, ogni minuto perso dopo che un vaso cerebrale si è occluso, causa la perdita di cellule nervose.

In caso di ictus, la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi. In attesa del loro arrivo, è importante controllare che il respiro sia regolare, in caso contrario, si procede immediatamente con la respirazione artificiale.

E’ inoltre utile una volta ripresa una normale respirazione, girare il paziente su di un fianco in modo da permettergli l’espulsione di eventuali rigurgiti.

In caso di ictus ischemico, il trattamento di emergenza prevede il ricorso a farmaci trombo litici, mentre per quanto riguarda l’ictus emorragico,il trattamento risulta più complesso: si mira a controllare la pressione arteriosa e l’ematoma cerebrale.