Cellulari, alcuni programmati per rompersi poco dopo la data di scadenza

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Una cellulare che si rompe due settimane dopo la scadenza, un pc che ci abbandona il giorno dopo la fine della garanzia, quante volte accade in Italia? Se ci avete fatto caso, negli ultimi cinque anni avrete cambiato il vostro dispositivo in seguito all’arrivo di nuovi sul mercato, ma quante volte vi è anche capitato di essere stati costretti a sostituirlo?

Elettrodomestici e dispositivi da ufficio sono diventati una presenza fissa vicino ai cassonetti e nelle discariche, per non parlare dei cellulari, delle tv, delle stampanti, delle fotocamera, dei netbook e notebook e così via. Siamo nel 2013 eppure molti dispositivi sono pieni di difetti e spesso ci lasciano interdetti.

Ma come è iniziato tutto? Nel 1924, un Natale, s’incontrarono, per oscuri motivi, in un hotel di lusso di Genfer i grandi nomi dell’industria dell’illuminazione: Osram, Philips e General Electrics. Il loro scopo era quello di fatturare di più con prodotti di breve durata; all’epoca veniva prodotte lampadine con 2.500 ore di durata, ma agli ingegneri fu ordinato di crearne di nuove che non superassero le millle ore.

Il loro perfido piano andò in porto, le lampadine duravano poco e così aumentarono le vendite nel corso dei secoli, ma nel 1942, il governo americano smacherò i tre produttori che vendevano sotto il nome di Phoebus. Ci fu un maxiprocesso che durò per tutti gli anni 50, l’esito proibì ufficialmente di accordarsi per l’invecchiamento programmato delle lampadine.

Tutto questo per dire cosa? Sono passati decenni e la strategia non sembra essere cambiata, infatti, nonostante i grandi progressi della tecnolgia, ancora oggi la maggior parte delle lampadine tradizionali non supera le 1000 ore di vita. Difetto di fabbrica? Truffa programmata? L’obiettivo è sempre lo stesso: creare prodotti che durino poco per vendere di più.

Si può dire che stiamo parlando di un vero “usa e getta”, prodotti che dopo breve tempo ci lasciano costringendoci all’acquisto di nuovi; questo effetto si nota molto in Africa e Asia, dove vengono scaricate enormi quantità di rifiuti elettronici che vengono fusi a fiamma viva senza maschere protettive, con la possibilità di mettere a rischio la vita delle popolazioni.

Ne settore dell’IT i nuovi articoli e di lunga durata hanno uno scopo diverso, far interessare i clienti che a distanza di tempo scelgono di acquistare soluzioni più ottimizzate: compriamo uno smartphone, ci piace, ci troviamo benissimo, ne apprezziamo le funzioni, poi l’azienda produttrice a distanza di un anno ne rilascia una versione più aggiornata e noi non riusciamo a resistere alla voglia irrefrenabile di averlo: vi è capitato?


Anche i produttori fanno la loro parte distribuendo prodotti già difettati: alcune fabbriche creano appositamente dei dispostivi difettosi in modo da indurre l’utente a ispezionare la parte interna lasciando segni chiari di manipolazione, in questo modo la garanzia non ha più validità e il cliente si trova costretto a dover ricomprare l’oggetto.

Altro trucco sono le batterie non sostituibili rinchiuse nel case, se perdono la loro capacità, il device è da buttare oppure se si sano quelle non originali si potrebbe compromettere il funzionamento generale. I prezzi alti degli accessori ufficiali sono scelti appositamente per indurre il cliente a optare per soluzioni più convenienti made in Cina che col passare del tempo rompono totalmente il device. Cam, chip, schermo, slot sim, ogni cosa può essere difettosa per scelta.

Il discorso vale per qualsiasi tipo di elettrodomestico; sicuramente uno dei dispositivi più gettati sono le stampanti, piene di difetti e malfunzionamenti; inoltre l’obbligo di usare cartucce originali costose inducono l’utente o a spendere molti soldi per quest’ultime oppure ad optare per delle soluzioni economiche convinto che non accada nulla, quando in realtà non è così.

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Altra tattica è quella di alzare i prezzi dei pezzi di ricambio, quante volte vi è stato detto ” visto il costo è meglio se lo comprate nuovo?”. Questo discorso vale molto per le tv e i display LED, se si rompe uno di questi davvero si fa prima ad acquistare un prodotto nuovo, ma non sempre è così, a volte è solo la paura e la convinzione che sa così, ci sono pezzi interni che costano solo 5 centisimi ma ovviamente questo non è dato saperlo.

Purtroppo la maggior parte dei trucchi escogitati dai produttori non sono dimostrabili, le prove da portare in tribunale sono davvero difficili da reperire, così come eseguire dei test. La protesta degli utenti cosi si fa largo su internet, nei forum, nei blog, su Facebook e sui siti internet, dove si cercano soluzioni per recuperari i propri prodotti all’apparenza non più riparabili.

Per manifestare la loro buona fede, i produttori dovrebbero dare ai prodotti garanzie più lunghe e rendere reperibili informazioni sui propri siti internet, inoltre, abbassare i prezzi dei pezzi di ricambio rendendoli più vantaggiosi.