Casalinga? E’ una lavoratrice non dipendente – una sentenza che deve farsi valere –

A volte una buona notizia si riesce a leggere, in questo caso si parla di una sentenza firmata a Venezia dal Giudice del lavoro Margherita Bortolaso. Il fatto è questo: un poliziotto che fa servizio presso la questura di Venezia, chiede un congedo dopo la nascita della figlia con un grave handicap, il Ministero dell’Interno glielo aveva negato perchè la moglie, essendo casalinga, poteva accudire la figlia tranquillamente, come se la signora non avesse nient’altro da fare nella vita che accudire la figlia malata, ovvero fare la spesa, accudire la casa, pulire, stirare, cucinare, andare in farmacia, alla posta. Per loro definizione era casalinga = una persona a totale disposizione.

Il poliziotto non contento, e meno male, del rigetto alla sua richiesta fece ricorso, ed è qui che entrano in gioco due donne alle quali va la mia riconoscenza, la consigliera della provincia di  Venezia e la giudice del lavoro citata prima.

La sentenza, quella giusta, dice che il diniego del Ministero dell’Interno non è legittimo, il padre ha diritto di avere il tempo per dedicarsi e prendersi cura della figlia anche se la moglie fa la casalinga, anche se molte persone pensano alla casalinga come ad una persona non lavoratrice, nella realtà la casalinga è una lavoratrice non dipendente.

La definizione usata dalla giudice è importantissima perchè fino ad ora nella categoria delle lavoratrici non dipendenti facevano parte solo le lavoratrici autonome come commercianti, artigiane, coltivatrici dirette e parasubordinate. Includere la casalinga nella categoria diventa una fonte di diritti per la madre e il padre da parte dei datori di lavoro.

Nel caso in questione il Ministero dell’Interno provvederà con un risarcimento, dovrà pagare al lavoratore un importo pari ai numeri dei permessi e alle giornate di congedo negate, ovvero 9.750 euro.

Questa sentenza è davvero importante perchè apre una questione delicata, con questo precedente le casalinghe in maternità possono chiedere ai mariti di ottenere congedi e permessi dal lavoro, facciamolo valere!