Apnee notturne, vediamo insieme quali sono i sintomi e le cause

Cosa sono le apnee notturne? Quali sono le cause e come rimediare? Tutte le informazioni in questo ampio articolo. Leggete.

apnea nel sonno

Iniziamo questo articolo dicendo che la sindrome delle apnee notturne è un disturbo molto diffuso e comporta l’interruzione di una o più volte della respirazione del paziente durante il sonno.

Le pause possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti, possono capitarne anche 30 in un’ora, solitamente la respirazione riprende, in molti casi con un russare molto forte.

Si tratta di una patologia cronica che disturba il sonno, spesso quando si ha la respirazione lenta o interrotta, si passa dal sonno profondo al sonno leggero, per questo motivo la qualità del sonno è molto scarsa e ci si può sentire stanchi durante tutto il giorno.

La sonnolenza diurna è causata per il 90% dall’apnea del sonno. Questo disturbo in molti casi non viene diagnosticato e i medici di base, non sempre riescono ad individuarlo durante le visite di routine, inoltre, non esistono analisi del sangue per diagnosticarlo.

La maggior parte degli individui che soffrono di apnea notturna non sa di essere malato, perché questo disturbo si presenta solo durante il sonno, solitamente sono i familiari o il partner ad accorgersene.

Una delle tipologie più comuni è l’apnea ostruttiva, le vie respiratorie collassano o si ostruiscono durante il sonno, rallentando o interrompendo bruscamente la respirazione, per questo motivo quando si cerca di respirare l’aria che attraversa l’ostruzione provoca un grande e forte russamento.

L’apnea ostruttiva è diffusa soprattutto nei pazienti sovrappeso e può colpire chiunque, anche i bambini che hanno le tonsille gonfie.

L’apnea centrale, è un tipo di apnea del sonno meno diffusa: la zona del cervello che controlla la respirazione non manda i segnali corretti per il giusto funzionamento e per brevissimi istanti l’organismo si dimentica di respirare. Questa patologia può colpire chiunque ed è diffusa soprattutto in pazienti che soffrono di alcune patologie o usano determinati farmaci.

Quali sono le cause?

Durante la veglia, i muscoli del collo sostengono le vie respiratorie e le tengono aperte, in questo modo l’aria può arrivare senza problemi ai polmoni, ma durante il sonno questi muscoli si rilassano e le vie respiratorie si restringono.

In condizioni normali, questo non impedisce di respirare, ma chi soffre di apnea del sonno, può ritrovarsi con le vie respiratorie ostruite in tutto o in parte, per i motivi che vi andiamo ad elencare:

  • Muscoli del collo e lingua si rilassano più del dovuto
  • Lingua e tonsille sono troppe grandi rispetto alle vie respiratorie
  • Il paziente è in sovrappeso
  • La forma della testa e del collo ( struttura ossea) può causare il restringimento delle vie respiratorie nella bocca e nel collo
  • Col passare dell’età, viene limitata la capacità di mantenere rigidi i muscoli del collo durante il sonno

Se i livelli di ossigeno si abbassano troppo, il cervello inizia a disturbare il sonno, perché manda impulsi nervosi per cercare di irrigidire i muscoli delle vie aeree superiori e di tenere aperta la trachea, quindi la respirazione ritorna alla normalità proprio russando in modo evidente.

Questi abbassamenti di ossigeno nel sangue possono provocare il rilascio degli ormoni dello stress che causano l’aumento della frequenza cardiaca e il rischio di ipertensione, ictus, infarto e aritmie. Inoltre, se l’apnea non viene curata, possono esserci alterazioni al metabolismo e far aumentare il rischio di obesità e diabete.

Quali sono i fattori di rischio?

L’apnea ostruttiva nel sonno viene sofferta soprattutto in pazienti in sovrappeso, gli uomini sono più a rischio delle donne, può colpire in qualsiasi età ed il rischio aumenta con il passare degli anni, soprattutto se ci sono precedenti in famiglia.

Se si hanno le vie aeree del naso, della gola e della bocca geneticamente piccole è più semplice soffrire di apnea, inoltre, i bambini piccoli con le tonsille ingrossate corrono un rischio maggiore, così come i bambini in sovrappeso.

L’apnea del sonno è anche connessa al fumo, alla sindrome metabolica e al diabete, ed è un fattore di rischio anche per ictus e insufficienza cardiaca.

I sintomi

Uno dei sintomi più frequenti di questo tipo di apnea è il russamento, forte e cronico che può essere interrotto da pause, successivamente il paziente inizia a boccheggiare o ansimare. Il paziente può russare solo qualche notte ogni tanto , ma col passare del tempo, inizia a farlo con più frequenza.

Quando si russa o si boccheggia non ci si sveglia e con ci si rende conto dei problemi di respirazione che si hanno, senza essere in grado di valutare la gravità del disturbo.

Ma attenzione: russare non vuol dire necessariamente soffrire di apnea del sonno.

Altro sintomo dell’apnea del sonno è la sonnolenza durante il giorno, mentre si lavora o si è alla guida, in molti casi ci si ritrova ad addormentarsi velocemente nei momenti più tranquilli o quando non si è attivi.

Altri segni:

  •  Forte mal di testa al mattino
  • Problemi di memoria e di concentrazione
  • Irritabilità, ipertensione, alterazione emotiva
  • Svegliarsi spesso
  • Bocca secca
  • Mal di gola appena svegli.

Quali sono i pericoli?

Se non viene curata, l’apnea può provocare:

  • Infarto
  • Ictus
  • Obesità
  • Diabete
  • Ipertensione
  • Insufficienza cardiaca
  • Aritmie
  • Anomalie del battito cardiaco
  • Incidenti sul lavoro o al volante.

Essendo una malattia cronica, va gestita e curata per un lungo periodo di tempo, in molti pazienti può essere curata modificando lo stile di vita, intervenendo chirurgicamente o con ausili per la respirazione.

La diagnosi

L’apnea viene diagnosticata basandosi sull’anamnesi del paziente e dei suoi precedenti in famiglia, sui risultati della visita e sullo studio del sonno.


Esistono degli specialisti del sonno che sono medici che diagnosticano e curano le persone affette da disturbi del senno,ci riferiamo a pneumologi, neurologi e otorinolaringoiatri, ma anche molte altre categorie.

Se pensate di soffrire di qualche disturbo respiratorio del sonno, potete tenere un diario del sonno, per una o due settimane e portarlo con voi alla prima visita: prendete nota degli orari in cui andate a dormire, a che ora vi svegliate e quando fate i pisolini; scrivete se riuscite a dormire la notte, i momenti in cui vi svegliate di continuo, i riposi del mattino, se vi sentite vigili e riposati durante la giornata. Sono tutte informazioni che aiuteranno il vostro medico a fare una diagnosi.

 Il medico vi farà molte domande sulla qualità del sonno e su come vi sentite durante la veglia, inoltre, vorrà sapere se russate, se producete singulti o rumori come un soffocamento. Molte volte il paziente non è consapevole di questi sintomi e si deve chiedere al familiare o al partner.

La visita

Il medico controllerà la bocca, il naso e la gola per escludere degli ingrossamenti dei tessuti; i bambini che soffrono di apnea del sonno, potrebbero avere le tonsille ingrossate. Gli adulti, invece, potrebbero avere l’ugola o il palato molle ingrossati.

Gli studi del sonno

Gli studi del sonno sono degli esami che valutano la qualità del sonno e la risposta dell’organismo a dei problemi del sonno. Tali esami possono aiutare il medico a scoprire se si soffre di questo disturbo e il livello di gravità, grazie alla loro attendibilità.

Ci sono diversi esami del sonno,  se il medico pensa che soffriate di apnea notturna, può consigliare la polisonnografia o un monitor portatile per lo studio a casa.

Cos’è la polisonnografia?

Si tratta di un tipo di esame che serve a diagnosticare l’apnea del sonno, registra l’attività cerebrale, i movimenti oculari, il battito del cuore e la pressione. Inoltre, registra anche la quantità di ossigeno presente nel sangue, il movimento dell’aria nel naso mentre si respira, il russamento e i movimenti del torace.

L’esame si esegue in ospedale o in una clinica specializzata, è indolore e permette al paziente di addormentarsi, ma gli vengono attaccati dei sensori sul cuoio capelluto, sul volto, sul torace, sugli arti e su un dito, tutto necessario per controllare il paziente durante la notte. I risultati del sonno vengono poi usati per programmare la terapia.

Se la polisonnografia indica che il paziente soffre di apnea del sonno, questo sarà esposto al ventilatore a pressione positiva continua durante la seconda metà della notte e gli infermieri modificheranno il flusso d’aria dall’apparecchiatura per trovare le impostazioni adatte al paziente.

Il monitor a domicilio

Il monitor a domicilio registra alcune informazioni ricavabili anche dalla polisonnografia:

  • quantità di ossigeno nel sangue
  • movimento dell’aria nel naso durante la respirazione
  • battito del cuore
  • movimenti del torace

La cura e la terapia da seguire

L’apnea del sonno si può curare modificando lo stile di vita, utilizzando degli apparecchi ortodontici, con dispositivi di respirazione o con l’intervento chirurgico, mentre solitamente non si usano farmaci.

Chi invece soffre di apnea moderata o molto grave potrebbe aver bisogno di un respiratore o di un intervento.

La terapia dell’apnea nel sonno ha lo scopo di :

  •  riportare la respirazione ad uno stato normale durane il sonno
  • alleviare i sintomi come il russare o la sonnolenza durante il giorno
  • migliorare i problemi connessi all’apnea del sonno come l’ipertensione
  • diminuire il rischio di malattie come ictus, diabete e infarti.

Ricordiamo che gli adulti dovrebbero dormire almeno 7-8 ore per notte, mentre i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di più ore; in caso la terapia e la durata ottimale del sonno non alleviano la sonnolenza durante il giorno, il medico prenderà in considerazione altre terapie.

Modificare lo stile di vita

Se soffrite di apnea lieve, probabilmente basterà modificare leggermente le abitudini e le attività quotidiane: evitate l’alcol, i farmaci che provocano sonnolenza. Se siete obesi o in sovrappeso, cercate di dimagrire per alleviare i sintomi.

Cercate di dormire sdraiati su un lato invece che supini per riuscire a respirare meglio, potete usare cuscini o pigiami speciali che vi costringono ad evitare la posizione da supini.

Di notte, se necessario, tenete aperto il naso con spray nasali o farmaci contro le allergie; smettete di fumare.

Inoltre, l’apparecchio ai denti può essere utile per alcuni pazienti che soffrono di apnea nel sonno lieve, il dentista può crearne uno apposito per chi soffre di questo disturbo.

Se usate l’apparecchio e trovate che è scomodo o fa male, avvertite il medico che dovrà provvedere a regolarlo.

L’apnea del sonno può essere molto grave, tuttavia si può migliorare la qualità della vita con una buona terapia efficace, si può anche diminuire il rischio di ipertensione, di patologie al cuore e problemi connessi all’apnea del sonno.

Ricordate che dovete cercare di non ingrassare, se accadesse, l’apnea nel sonno potrebbe peggiorare, mentre se dimagrite dovreste riuscire a diminuire i sintomi.

Fino a quanto l’apnea nel sonno non viene curata, bisogna essere consapevoli del rischio che si corre quando ci si mette al volante o si usano macchinari pericolosi.

Il supporto dei familiari è importantissimo per chi non sa di soffrire di questo disturbo, grazie a loro è possibile scoprire la presenza di questa patologia e avere l’aiuto necessario per affrontarla.