ADOLESCENZA, COME CAMBIA IL RAPPORTO GENITORI-FIGLI?

L’adolescenza è il periodo della vita di una persona in cui si cambia fisicamente, psicologicamente e nel modo di relazionarsi; viene considerato un momento difficile per lo sviluppo proprio a causa dei tanti cambiamenti, ma c’è da sapere che non tutte le adolescenze sono problematiche e se durante l’infanzia il rapporto è ben impostato, l’adolescenza verrà vissuta si con trasformazioni, voglia di indipendenza e decondizionamento ma senza particolari danni.

I cambiamenti avvengono anche in famiglia, il rapporto genitori-figli assume nuove sfaccettature e gli equilibri mutano; nell’adolescente il primo cambiamento che si nota è quello fisico, dovuto agli ormoni, che si sviluppa più velocemente rispetto alla psiche e questo porta ad una crisi d’identità, perché non si è più bambini ma nemmeno adulti.

adolescenza rapporto figli

Ma la mutazione avviene anche nei genitori che con il passare del tempo iniziano a sentirsi più deboli e non riescono a reggere il confronto con i figli pieni di energie e in balia delle nuove scoperte e dello sviluppo sessuale.

Da quel momento la figura del genitori viene messa in discussione, l’adolescente cerca confronto con i suoi pari distaccandosi dalla famiglia per cercare di definire la propria identità. Il genitore vive questa cosa come perdita di potere e si sente meno importante rispetto a prima.



Ma la confusione più grande la vive l’adolescente che di ritrova in piena trasformazione a dover far i conti con i propri sentimenti, capire che livello di autonomia vuole raggiungere, identificare i propri interessi, avviando un processo di differenziazione dai genitori.

Quando i figli crescono si contrappongono alle regole dei genitori e chiedono più libertà, questa messa in discussione ha la funzione di stabilire i limiti oltre cui è possibile andare; se il limite viene trasmesso in termini positivi e vissuta come azione protettiva non può che essere costruttivo, ma se viene vissuto come ingiustizia e persecuzione, violarla sarà la prima cosa che il figlio vorrà fare.

Anche se l’adolescente si ribella, avrà ancora bisogno che i genitori svolgano il loro ruolo di contenimento, questi dovranno adattarsi ai nuovi bisogni, dovranno cercare di vedere il figlio come una persona autonoma, capace di evolversi, assumendo un atteggiamento meno protettivo ed evitando di sostituirsi al figlio, osservandolo con discrezione compiere le sue “prove” e i suoi “sbagli” di crescita. In questo modo entrambi svilupperanno una nuova fiducia nel rapporto: il figlio sentirà la fiducia del genitore che gli consente di svilupparsi e sperimentare, mentre il genitore scoprirà un nuovo modo di stargli vicino.

Il dialogo è lo strumento più importante, soprattutto in adolescenza, l’ascolto e un atteggiamento accogliente aiuta a prevenire possibili disagi e a ridimensionare i problemi; se il dialogo è difficile o non c’è è bene chiedere aiuto,  soprattutto se si manifestano segni di disagio.

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