Sindrome del Tunnel Carpale: intervento endoscopico

Cosa è la sindrome del tunnel carpale

La sindrome del tunnel carpale è un disturbo caratterizzato dalla compressione del nervo mediano, questo nervo che attraversa il polso ed il palmo della mano si ramifica verso il gomito, e garantisce la sensibilità del lato palmare delle prime tre dita, ovvero: mignolo, anulare e medio e di una parte del quarto dito. La sindrome del tunnel carpale è frequente in quelle persone che praticano determinate attività, ma può manifestarsi anche durante la gravidanza e nelle donne che superano i 50 anni di età.

La frequenza con la quale si riscontra questo disturbo è maggiore appunto nelle persone che praticano professioni che implicano l’uso continuo delle mani, tramite il quale si forma un’infiammazione progressiva che poi degenera nella sindrome in questione.

Dolore esacerbato e scarsa mobilità

Sindrome del Tunnel Carpale: intervento endoscopico che risolve la compressione del nervo mediano che provoca fastidiosi formicolii, intorpidimenti e talvolta dolori al pollice, all’indice e al dito medio, generalmente i disturbi riguardano soltanto le dita, a volte alcune a volte tutte e cinque, ma possono estendersi a tutta la mano e risalire al braccio fino alla spalla, con un dolore esacerbato e generalmente incoercibile; la persona colpita da questo disturbo sente un leggero sollievo nelle fasi acute tenendo il braccio disteso lungo il fianco, durante le crisi di dolore diventa difficoltoso stringere nella mano oggetti, ovvero afferrare o impugnare qualsiasi tipo di oggetto; la mano risulta irrigidita e indebolita.


Questa serie di sintomi tendono a peggiorare col tempo e con l’uso del polso e della mano, infatti generalmente come primo intervento è consigliato il riposo assoluto dell’arto e delle dita.

Dolore invalidante

Il dolore da sindrome dtc è una tipologia di dolore che compromette in modo rilevante la qualità della vita, impedendo le normali attività quotidiane sia personali che lavorative, per questo motivo quando insorge questa sindrome la persona colpita riesce a sopportarla per breve tempo, non soltanto per l’intensità del dolore che provoca ma anche per la problematica di non poter svolgere le normali attività di ogni giorno, dalle più semplici azioni come l’igiene personale e il vestirsi, alle attività lavorative; così come a quelle legate allo svago e al relax, la sindrome del tunnel carpale impedisce qualsiasi attività sportiva e ludica, poiché la compressione del nervo si manifesta con dolori, ma non solo anche con un senso di stiramento e piccole scosse che le persone colpite descrivono solitamente come delle “frustate brucianti”, le dita risultano rigide e il paziente trova difficoltà nel piegarle; in queste condizioni si rende necessario ricorrere nell’immediato a qualche terapia palliativa che dà sollievo ma non risolve mai del tutto il problema quindi ecco che interviene il rimedio definitivo che è l’intervento chirurgico.

I vantaggi della tecnica endoscopica

Il trattamento chirurgico della sindrome del tunnel carpale viene eseguito sotto il controllo continuo endoscopico, in anestesia locale, a livello ambulatoriale l’intervento è brevissimo dura circa 10 minuti, ed è avvantaggiato appunto dalla  tecnica endoscopica; il trattamento chirurgico consiste in una piccola incisione situata nella piega della flessione del polso, un punto invisibile data la sua locazione; il dolore post operatorio è ridotto al minimo, e il recupero dell’uso della mano e del polso è molto più rapido, anche il recupero della forza risulta ottimale rispetto ad altri tipi di trattamento, quindi possiamo concludere che per risolvere il problema di questa sindrome non grave ma molto dolorosa e invalidante è sufficiente ricorrere alla piccola incisione che viene praticata sul polso dal lato vicino al palmo della mano attraverso una microtelecamera.

Come si svolge l’intervento al polso

Stiamo parlando appunto della “tecnica endoscopica”, l’incisione non è mai più lunga di circa 8 mm ed è assolutamente invisibile una volta guarita, il minuscolo strumento che viene introdotto pratica una sezione del legamento traverso, e libera il nervo dalla ganascia del tunnel che generalmente tende a stringere il nervo mediano per via di accumuli di grasso o ritenzione dei liquidi, fratture o altri processi degenerativi, talvolta è un disturbo congenito, cioè presente dalla nascita.

Una volta praticata la piccola operazione chirurgica il taglio viene medicato e chiuso da cerotti, il paziente può lasciare subito l’ospedale e dal giorno successivo può tornare a vivere normalmente le sue abitudini quotidiane e lavorative. L’unica accortezza è di non bagnare la medicazione per un periodo di circa 10 giorni.