La campagna contro la violenza ostetrica, basta abusi in sala parto

Sarà capitato a tante di noi, nel lettino senza poter trovare la posizione giusta, aver bisogno e non avere alcun medico, infermiere accanto, o visitate da tanti medici senza tatto, sottoposte a manovre ostetriche un pò azzardate senza preavviso o senza necessità, lasciate per tante ore senza bere in vista di un taglio cesareo, sollecitate ad impegnarsi a volte in modo poco educata, rovinate da episiotomie selvagge, ritrovarsi ad aver bisogno di infermiere sbrigative, ricucite senza anestesie, maltrattate, ignorate, trascurate proprio nei momenti più delicati e belli della propria vita: il parto.

Per tutto questo e tanto altro un reato è stato introdotto da una proposta di legge già depositata, potrebbe sembrare eccessivo ma leggendo le testimonianze di tante donne che stanno pubblicando i racconti grazie alla campagna #bastatacere ci possiamo rendere conto di quante donne hanno provato umiliazione, dolore fisico, psicologico, umiliazione, frustazione nel momento di dare alla luce il proprio figlio a causa di un contesto poco rispettoso delle proprie esigenze.

E’ successo anche a me, redattrice di Donnaweb un triste episodio, sarà sciocco ma io lo ricordo ancora adesso ed è sicuramente un punto negativo in quel giorno meraviglioso che ricorda la nascita della mia seconda figlia.

Dopo il parto naturale mi lasciarono in posizione ginecologica per un bel pò di tempo davanti ad un barelliere che mi stava proprio fermo davanti, non ho avuto il coraggio di dire niente, ricordo solo quella triste scena e io che mi vergognavo da morire, mi nascondevo la faccia e sarei voluta sprofondare in quel momento.



Del mio primo figlio invece mi capitò di essere visitata da un medico ginecologo e un gruppo di studenti di medicina  e anche in quel momento la vergogna vi assicuro fu veramente tanta.

Non so se sia giusto subire questo, io penso che il primo caso sia veramente da condannare, per quanto riguarda il secondo credo che sarebbe giusto avvisare la paziente e comunicare quanto sta per succedere, chiedere se sia d’accordo oppure no, io non lo sarei stata di sicuro.

Chissà quante donne come me hanno vissuto momenti come questi, forse ancora più brutti, umilianti o perfino dolorosi. Potete raccontare la vostra storia e dar voce alla vostra triste esperienza rispondendo ad un questionario che si sta occupando di raccogliere i dati di tutte le mamme che hanno vissuto situazioni analoghe affinchè situazioni simili non accadano più, cliccate sul link alla fine dell’articolo, compilate il questionario e raccontate la vostra storia. Sotto il link trovate la gallery delle foto denunce delle donne che hanno avuto il coraggio di raccontare la loro triste storia.

 condividi la tua esperienza con donnaweb, scrivici per email e la pubblicheremo in totale anonimato sul nostro blog scrivi a donnaweb59@gmail.com

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